M’illumino d’immenso pop: Lodola accende la Scala per l’80º di Toscanini

0

Sette note a colori. Così, chiosando il titolo dell’indimenticabile Lucio Fulci e il suo film Sette note in nero, diciamo che  Milano – anzi, la meglio Milano –  ricorda a colori. Niente polvere per l’ottantesimo anniversario di quell’11 maggio 1946, quando Arturo Toscanini ridiede il battito a una Scala ferita dalle bombe. Stavolta il sipario si alza all’esterno, in una Piazza della Scala che si trasforma in un set neo-futurista grazie al segno luminoso di Marco Lodola.

Su queste pagine vi avevamo già parlato di Marco Lodola e della sua capacità di tradurre il mito in luce, una visione che abbiamo approfondito spesso anche su CulturaIdentità: l’artista pavese non si limita a esporre, ma accende un dialogo elettrico con lo spazio urbano. Lui canta il copro elettrico.

Il progetto attuale si chiama “Note di Luce”, ma chiamarlo installazione è riduttivo: è un corto circuito estetico che fonde l’alto e il basso, il loggione e la strada. Tre sculture monumentali – Nabucodonosor, Zaccaria e Abigaille – piombano in piazza con la prepotenza della pop-art: linee essenziali, perspex e quel bagliore interno che è ormai il marchio di fabbrica del “marconista” Lodola. Un Nabucco che abbandona le vesti tragiche per farsi icona luminosa, dialogando con una facciata del Piermarini trasfigurata da videoproiezioni che simulano un pubblico affacciato, in un gioco di specchi tra ieri e oggi.

L’operazione, curata da Angelo Bonello, nasce dal sodalizio tra la Fondazione Teatro alla Scala e la Fondazione Banco dell’energia di A2A, che celebra così il suo decennale. Qui l’estetica sposa l’etica: la luce di Lodola non serve solo a ricordare il coraggio della ricostruzione post-bellica, ma si fa strumento di solidarietà contemporanea. Attraverso la Galleria Deodato Arte, verranno distribuite serigrafie a tiratura limitata ispirate all’opera; il ricavato sosterrà le famiglie in povertà energetica.

Mentre all’interno il Maestro Riccardo Chailly prepara il “Va’ Pensiero” per il ritorno del dramma verdiano (in scena dal 16 maggio), fuori la città si riprende il suo spazio. È una Scala “aperta”, come auspicato dal sovrintendente Ortombina, che smette i panni del tempio intoccabile per farsi piazza luminosa. Fino al 17 maggio luce pop.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here