È in corso, fino al prossimo 14 luglio, una mostra molto interessante, Spettri Digitali, allestita nelle sale del Museo MADRE di Napoli e curata da Sara Dolfi Agostini, giornalista e critica d’arte nonché custode della Fondazione Paul Thorel che promuove l’evento e gli artisti vincitori della seconda edizione del Premio intestato all’artista Italo-francese.
Dottoressa Dolfi Agostini, chi è Paul Thorel?
Paul Thorel è prima di tutto un artista, ma soprattutto si può considerare un pioniere dell’immagine elettronica e della fotografia digitale nato a metà del secolo scorso e mancato purtroppo cinque anni fa.
Lo scorso 30 maggio a Napoli, presso il Museo MADRE-Fondazione Donna Regina di Napoli è stata inaugurata la mostra SPETTRI DIGITALI da lei curata. Di cosa si tratta?
Innanzitutto questa mostra vuole esporre le opere degli artisti vincitori della seconda edizione del premio Paul Thorel. I protagonisti sono tutti molto attivi sulle scene istituzionali italiane e internazionali e si tratta di un collettivo di cinque artisti formatosi nel 2004 sotto il nome di Alterazioni Digitali che vivono tra Berlino, New York, Palermo e Faro; poi c’è il duo formato da Eva e Franco Mattes che operano dagli anni novanta con lo pseudonimo 0100101110101101 org e vivono tra Milano e New York e infine Anna Franceschini che è di Pavia ma vive e lavora a Milano.
Le opere in mostra sono state realizzate nei locali della Fondazione vero?
Si. La caratteristica del premio Paul Thorel è proprio quella di permettere la creazione di opere durante una residenza che in qualche maniera riattiva gli spazi e gli strumenti di lavoro del maestro che fu un pioniere dell’immagine elettronica. Ho pensato di allestire l’esposizione nell’ala sinistra posta al secondo piano del museo mentre la sera dell’inaugurazione abbiamo organizzato una performance inedita di Anna Franceschini, dal titolo “Videogiochi Napoli” nella Sala Madre del Museo al piano terra, con suono di Fabrizio Vatieri .
Che tipo di opere sono quelle esposte?
Nelle opere di Anna Franceschini, per esempio, i corpi scultorei del David e della Venere, venerati appunto dalla storia dell’arte non sono più simboli di caducità e morte rappresentano bensì una sorta di intermediazione dinamica tra vita e morte unite in un processo di umanizzazione dell’esperienza digitale. Si tratta, in questi due casi, di stampe a colori su camminatore elettrico.
Nella sezione dedicata alla produzione del gruppo di Alterazioni Digitali il protagonista è Filippo Anniballi, scrittore e performer scomparso prematuramente ma presente nel filmato, nei meme e nelle fotografie esposti che accendono i riflettori sulle vite che avrebbe potuto vivere e che non ha vissuto. Per ciò che riguarda Eva e Franco Mattes il protagonista delle stampe, dei magneti ed altri supporti, è Micky Mouse impiccato davanti ad un vecchio televisore a rappresentare un’icona innocente ma egemonica di una cultura pop americana diventata globale.











