Addio a “La Bersagliera” del nostro cinema. Quando L’Italia era “Pane, amore e… fantasia”

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L’ultima diva del cinema italiano “la Lollo” è scomparsa quest’oggi all’età di 95 anni. Nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, la camera ardente sarà allestita in Campidoglio, Sala della protomoteca mercoledì 18 gennaio dalle 10 alle 19 e giovedì 19 gennaio dalle 9.30 alle 11.30. I funerali si svolgeranno giovedì 19 gennaio alle 12.30 nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo.

“Ai miei tempi sì che si faceva il vero cinema, quello con la ‘A’ maiuscola” così amava raccontare Gina Lollobrigida.  Fiera interprete di un’Italia più genuina e innocente. Dalla passerella del concorso di bellezza Miss Italia (si classifica terza dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale) arriva davanti la macchina da presa. Diventa uno dei volti più amati del Neorealismo, grazie alla sua passionalità verace e popolana conquistò il pubblico. Bella, procace e dagli occhi straordinariamente espressivi era contesa da registi e produttori. Autodidatta e istintiva, la Lollobrigida aveva una sua personalissima cifra stilistica. 

Il suo primo successo è in Francia con la pellicola “Fanfan la Tulipe” con Gerard Philipe nel 1952. Recita per Rene Clair, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati e finalmente diventa diva in patria con l’indimenticabile commedia all’italiana “Pane amore e fantasia” di Luigi Comencini (1953) compreso un fortunato seguito sempre in coppia con Vittorio De Sica.

Da qui il suo soprannome: la Bersagliera. Dal nome del personaggio Maria De Ritis, detta appunto la Bersagliera. La ragazza protagonista di equivoci sentimentali tramati dal maresciallo Antonio Carotenuto (De Sica), donnaiolo attempato ma di buon cuore.

Hollywood nota Gina molto prima dell’Italia. Era stato il produttore Howard Hughes a volerla a Los Angeles e a metterla sotto contratto per tanti anni Era il 1950 e lei era partita da sola. Ma la gabbia dorata di Hollywood le stava troppo stretta e così torno a Roma. E solo dopo il 1959 tornò a girare film Oltreoceano. Il tesoro dell’Africa (1953) di John Huston, con Humphrey Bogart e Jennifer Jones. Il maestro di Don Giovanni (1954), con Errol FlynnLa donna più bella del mondo (1955), con Vittorio Gassman. per questa interpretazione vinse il David di Donatello come migliore attrice protagonista. 

Nel 1956 recita nel film drammatico Trapezio di Carol Reed, accanto a Burt Lancaster e Tony CurtisSacro e profano (1959) di John Sturges, al fianco di Frank Sinatra e Steve McQueenSalomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor, con Yul Brynner (sostituto di Tyrone Power, morto durante le riprese). Torna a settembre (1961) di Robert Mulligan, con Rock Hudson e Sandra Dee, le regala un Golden Globe come miglior attrice del mondo. La bellezza di Ippolita (1962) di Giancarlo ZagniIo, io, io… e gli altri (1966) di Alessandro BlasettiHotel Paradiso (1966) di Peter Glenville, con Alec Guinness. Una lunga e luminosa carriera, costellata di riconoscimenti: ben sette David di Donatello. La diva del nuovo cinema italiano e del neorealismo di Pietro Germi (“La citta’ si difende”) e Carlo Lizzani (“Achtung banditi”). 

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