Timeless Barbra, l’omaggio a una diva senza tempo di Donatella Pandimiglio

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Il 24 aprile 1942 nasceva una stella che ancora oggi illumina il panorama mondiale della musica e dell’intrattenimento, questa stella risponde al nome di Barbra Streisand. Per omaggiarla Donatella Pandimiglio, attrice e straordinaria performer con alle spalle una carriera importante, le ha dedicato un concerto evento intitolato Timeless Barbra grazie al quale, come per magia, la platea si è trovata ad ascoltare una voce incredibilmente vibrante e somigliante a quella di Funny girl.

Donatella, tu che hai una carriera  così ricca alle spalle, ti senti più attrice o più cantante?

Io nasco attrice ma proprio come Barbra Streisand che è stata protagonista di pellicole premiate con l’Oscar come  A Star is Born e Funny Girl (come miglior attrice protagonista) alla fine mi sento una cantante.

Il tributo Timless Barbra è davvero straordinario.Hai mai pensato ad un tour da portare nei teatri più importanti d’Italia per festeggiare gli 80 anni dell’artista?

Quando ho ideato questo recital doveva essere un evento “one shot” ma il successo che ha avuto tutte le volte che l’ho riproposto al pubblico mi sta facendo pensare seriamente a trasformarlo in uno show vero e proprio toccando però solo le principali piazze italiane. Attualmente sono accompagnata da un trio strumentale, tastiera, batteria e basso. Sono grandi professionisti che collaborano con i più grandi artisti italiani ma per il concerto dei miei sogni avrei bisogno di una vera e propria orchestra.

Da cosa nasce la tua affezione così profonda alla Streisand?

Da bambina mia madre mi portò al cinema a vedere Funny Girl e ricordo benissimo l’emozione che mi suscitò quel volto così speciale. Barbra mi colpi già allora talmente tanto che pensai che da grande avrei voluto fare ciò che faceva lei e fu così che mi trovai a recitare e soprattutto a cantare. In effetti, è stata proprio la Streisand la fonte di ispirazione della mia vita ecco perché non ho mai smesso di seguirla. L’ omaggio che in questa chiave vuole essere un augurio per gli 80 anni della diva, in realtà nasce qualche anno fa, precisamente nel 2007, con il titolo di Aspettando Barbra. Ho cambiato il nome dello show perché di fatto Barbra Streisand compie 80 anni ma la sua musica resterà per sempre nelle nostre vite. Lei è appunto un’artista “timeless” ovvero senza tempo; in più nell’ultima replica del concerto tenutasi lo scorso 5 novembre, al Teatro Ghione di Roma, ho presentato in anteprima una canzone dal titolo: ”E Barbra cantava” scritta per me dal maestro Franco Simone. Un brano oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali da Spotify ad Amazon Music.

Insegnare canto, essere una delle vocal coach più richieste dalle produzioni degli spettacoli musicali più importanti in cartellone dei teatri più prestigiosi, quanto conta rispetto a calcare il palcoscenico?

Salire sul palcoscenico ed entrare a così stretto contatto con il pubblico non è descrivibile e soprattutto è impagabile per qualunque artista tuttavia ci sono artisti che sono portati a trasmettere le proprie conoscenze ad altri e a quanto pare io sono tra questi. Fu Gigi Proietti, grande amico e con il quale lavorai in diverse occasioni, una  su tutte nei “I 7 Re di Roma” che si tenne al Teatro Sistina, il quale mi invitò a riflettere sul fatto di insegnare canto perché secondo lui io ero particolarmente indicata a condividere il mio talento, così  tanto che mi invitò a collaborare con la sua scuola, Il Laboratorio di Arti Sceniche. Ancora oggi io insegno canto presso l’Accademia Artisti e sono effettivamente vocal coach a sostegno di molti attori che si cimentano nelle commedie musicali più famose come “Rugantino”.

 In Italia si sta cominciando da poco a dare spazio ai musical. Cosa pensi che manchi da noi per portare da noi spettacoli classici come  Viale del Tramonto o Il Fantasma dell’Opera che a Londra impazzano da decenni nei teatri dello Strand oppure sulla Broadway di New York?

In realtà, grazie al talento di Garinei e Giovannini, il musical in Italia si fa dagli Anni’50. Abbiamo un patrimonio notevole di commedie musicali tra cui spiccano titoli come Rugantino e Aggiungi Un Posto a Tavola. Abbiamo avuto Renato Rascel, tra i grandi nomi in cartellone, non dimentichiamolo. Il nostro patrimonio musicale poi risale a Verdi a Rossini. Naturalmente, all’estero hanno delle straordinarie capacità di valorizzare ciò che producono in tutti i campi. Tornando alla tua domanda, tu hai citato Viale Del Tramonto un musical che amo molto proprio perché ho indossato i panni della sua protagonista, Norma Desmond, nell’unica edizione italiana presentata al Todi Festival nel 2014. Andrea Lloyd Webber, l’autore di questo e dei più famosi musical del mondo, è un mio punto debole, si può dire che io provi una stima ed una passione per lui davvero fuori dal comune. Uno spettacolo di questo genere come pure Il Fantasma dell’Opera sono classici che hanno bisogno di essere realizzati secondo i dettami delle produzioni originali anglosassoni che sono decisamente inflessibili quando si tratta di adattamenti. In Italia ancora non si è trovata, per esempio, una location in grado di accogliere le scenografie  e i meccanismi che  fanno “vivere” certe storie. Credo che alcuni teatri ci stiano lavorando però. A Londra certi musical sono in cartellone da anni perché i teatri che li ospitano hanno praticamente inglobato le scenografie nei loro palcoscenici e  certi spettacoli si possono vedere solo ed esclusivamente al Her Majesty’s Theatre, parlando del Fantasma, mentre Sunset Boulevard ha chiuso i battenti a Londra nel 1997 dov’era nato all’Adelphi quattro anni prima.