L’arte contemporanea entra nel Museo di Arte Sacra a Cossignano

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Nel Museo di Arte Sacra della chiesa dell’Annunziata di Cossignano, grazie al lavoro dell’amministrazione e al patrocinio dell’Associazione Giovanile Ferax Cossinea – APS, è stata allestita la mostra d’arte contemporanea di Genti Tavanxhiu, che resterà esposta sino al 9 maggio. Essa introduce al pubblico il tema del Videre che, dice l’artista, “vuol dire vedere rispetto all’ immagine, indicando sia l’atto meccanico che quello percettivo”. All’interno della Chiesa, sulle mura perimetrali, sono presenti affreschi del XIV-XV sec. ritraenti anche Santa Lucia, protettrice della vista. “È sbalorditivo – sottolinea Genti – notare come già più 500 anni fa il pittore che affrescava le pareti di questa chiesa fosse intenzionato a trasmettere il mio stesso concetto, il Videre, come se lo sguardo ritratto fosse un libro da leggere e una pratica da osservare”. Dipinti e sculture introdotti all’interno della struttura tentano dunque di dialogare idealmente con le opere già presenti ed i loro ideatori. Matrice comune è il concetto del “frammento”: quello antico e “residuo” degli affreschi segnati dal tempo e quello attuale delle sculture dell’artista.

Genti Tavanxhiu nasce nel 1973 a Shkodra, in Albania. Dal 1993 vive e lavora in Italia, nel cuore del Piceno, dove stabilisce il suo atelier di scultura. Istruitosi in diversi Paesi, Genti plasma la sua performance artistica come genere ibrido: la sua creatività origina da una grande energia, che da vita ad uno stile dall’espressività astratta. Negli ultimi anni si è dedicato anche all’arte figurativa, mettendo in mostra la sua sensibilità artistica.

Il pittore e scultore è manager per l’Albania e agente per l’Italia nell’AIESM (International Association for Monumental Sculpture Events) e membro, in Cina, dell’ISSA (International Sculpture Symposium Alliance). La sua carriera artistica è di taratura internazionale e vanta la partecipazione a numerosi simposi, ove ha realizzato opere pubbliche, mostre personali ed eventi culturali, ottenendo premi e riconoscimenti. Le sue sculture monumentali sono esposte in svariati luoghi pubblici in USA, Argentina, Albania, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Italia, Francia, Romania, Montenegro, Cipro, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Egitto, Siria, Iran, Israele, Cina, Giappone e Taiwan. Da manager Tavanxhiu ha curato, coordinato e diretto 10 simposi internazionali di scultura e nel 2018 è stato membro del team albanese alla XVI Biennale di Architettura di Venezia. Infine è il primo realizzatore in Italia di un monumento memoriale in pietra dedicato a Madre Teresa di Calcutta, che verrà prossimamente esposto a San Benedetto del Tronto.

Genti sostiene che la sua sia “un’attenta e consapevole ricerca” e le proprie opere “il risultato di conoscenze stratificate nel tempo, nel saper vedere prima che nel saper fare”. Per la scultura egli utilizza legname e pietre varie, visti come medium di natura energetica. Le forme piene che scolpisce nella roccia sono a suo dire “frammenti di una grande opera immaginaria: da essi scaturisce un viaggio che parte dal buio della materia e approda alla pace della forma desiderata, il viaggio eterno dell’uomo dal caos all’equilibrio sempre desiderato”. Le sue opere sono dunque dei moduli, delle forze che indicano indirettamente l’intero, che si può soltanto immaginare e ricreare nella mente. “L’arte – conclude lo scultore – è un percorso che racconta una realtà parallela ed è – citando Picasso – quella meravigliosa menzogna che ci fa comprendere la verità”.

Contemporaneamente alla mostra cossignanese, l’artista cerca di imporre le sue idee e forme esibendo altre opere presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, in una mostra intitolata “Arte e Manipolazioni” che si concentra sul tema pubblicitario-propagandistico ponendosi una domanda “siamo manipolati da tutto ciò che ogni giorno, volenti o nolenti, vediamo?”