Elisa Di Eusanio:”Voglio portare sullo schermo amori normali e donne che superano gli stereotipi”

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ph. Focus Art Dance Photography

E’ un momento d’oro per Elisa Di Eusanio, reduce dal successo di Doc – Nelle tue mani, in onda il giovedì sera su Rai1. L’attrice teramana, che rivedremo in teatro a marzo, è tornata a vestire i panni della caposala Teresa Maraldi, presenza indispensabile nella squadra del Dott.Andrea Fanti (Luca Argentero). In questa seconda stagione vive una travolgente relazione d’amore con Enrico Sandri (Giovanni Scifoni), l’affascinante psichiatra del Policlinico Ambrosiano di Milano. “Ho sognato questa storia la notte in cui andò in onda l’ultima puntata della prima stagione – ci ha detto la Di Eusanio – Quando scrissi agli autori per dirglielo mi risposero che avevano già pensato di inserirla nella narrazione dei nuovi episodi ed ho urlato di gioia quando mi hanno comunicato che era stato fatto”.

E’ una storia d’amore che sta incuriosendo e mietendo consensi, perché tocca alcuni nervi scoperti su determinati stereotipi…

Ricevo tanti complimenti dalle donne, anche se alcune sostengono che Teresa non sia all’altezza di Enrico per l’aspetto fisico e il grado sociale. Sono commenti indicativi di una battaglia che ancora è necessario portare avanti con orgoglio e ardore. Il segnale che gli autori e la Rai hanno dato rispetto a questa relazione è molto importante, perché è necessario portare sullo schermo amori normali, con donne che combattono lo stereotipo sessista e non siano esclusivamente spalle comiche, ma attrici a tutto tondo come accade in altri paesi. Sono felice di questo ruolo e credo che qualcosa si stia movendo rispetto ai pregiudizi, anche per una sempre maggiore attenzione al talento rispetto al grande nome.

In questo periodo ti stiamo vedendo anche in “Fedeltà”, serie Netflix tratta dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli. Qual è il tuo ruolo?

In questa serie interpreto Eva, milanese doc che lavora in una mega agenzia immobiliare ed è collega e carissima amica della protagonista Lucrezia Guidone, che affianca in diverse dinamiche ed è la sua confidente. E’ un personaggio chic e in carriera, completamente diversa da Teresa ed è stato divertente calarsi nei suoi panni. Dal cast di “Doc” c’è anche Sara Lazzaro, altra amica della protagonista, e con me e Lucrezia forma un trio alla “Sex and the City”. Sono ruoli non da protagonisti ma importanti per la narrazione della storia, costruiti in ogni sfumatura.

Dal 10 marzo tu e il tuo compagno Andrea Lolli sarete in scena all’Altrove Teatro Studio di Roma nella pièce “Neve di Carta” di Letizia Russo, tratta dai libri di Annacarla Valeriano. Cosa ci puoi anticipare?

Annacarla è teramana come me e la nostra città è stata sede di uno dei più grandi manicomi d’Italia. Nei suoi libri si racconta anche di donne che venivano internate non per disagio psichico, ma perché non potevano avere figli o erano poco inclini al matrimonio. Lei ha ritrovato le lettere scritte da queste donne durante la degenza, e mai spedite, nell’Archivio di Stato di Teramo e ne ha tratto i libri e una mostra che ospiteremo in teatro. I protagonisti sono Gemma e Bernardino, due ultimi dell’Abruzzo rurale di fine Ottocento. Lui è un uomo semplice innamorato di questa donna, ma la madre di lui e il contesto sociale non approvano la loro unione perché lei non può avere figli, e lo spingono a rinchiuderla. Dieci anni dopo Bernardino deciderà di riprendersi il suo amore. E’ un “Orfeo ed Euridice” tra poveri, una storia bellissima con un continuo scambio di lettere che lui avverte come se fossero portate dal tempo.