Un sogno e tanto talento da vendere. Emanuel Caserio è un ragazzo consapevole e umile che racchiude in sé tutto il senso di una nuova generazione che ha il coraggio di assumersi delle responsabilità, che ha voglia di sudare e raccogliere i frutti di ciò che semina. Proprio come fa lui. Dopo tanto teatro, nel 2016 il giovane attore originario di Latina ha fatto il salto sul grande schermo – raccogliendo una valanga di apprezzamenti – per la sua interpretazione del ‘toy boy’ che fa perdere la testa a Sabrina Ferilli in “Forever Young” di Fausto Brizzi. Ma è con il ruolo di Salvatore Amato ne “Il Paradiso delle Signore” – la daily soap macina ascolti di Rai1 – che Emanuel è diventato un beniamino del pubblico, facendosi notare con il suo modo di fare pulito ed educato.
Emanuel Caserio si racconta a Il Giornale Off.
Emanuel, Salvatore è un ragazzo del suo tempo ma anche ironico e moderno. C’è un suo aspetto caratteriale che stimi in particolar modo?
Ciò che apprezzo di più in Salvatore è indubbiamente la bontà. È un ragazzo solare, sempre pronto a tirarsi su le maniche per ottenere ciò che desidera. Si fa voler bene da chiunque e quando sbaglia lo riconosce subito e chiede scusa. Sta diventando un ometto in quest’ultima stagione.
In cosa, invece, siete completamente diversi?
Non è meteoropatico e lunatico come me. Salvatore difficilmente cambia di umore, a meno che non succeda qualcosa che possa destabilizzarlo. Io, invece, ammetto che spesso posso incupirmi con molta facilità.
Com’è tornare indietro nel tempo?
Uno dei motivi che mi fanno amare questa serie è proprio quello di vivere quegli anni: le musiche, i vestiti, le acconciature, la galanteria, l’eleganza e l’educazione. Peccato che andando avanti negli anni, anziché migliorarci su molte cose, siamo regrediti. Viva gli anni ’60!
Dal punto di vista professionale, cosa ti sta insegnando l’impegno quotidiano sul set di una serie televisiva?
Moltissime cose. La cosa più importante che sto imparando è che nella quotidianità si nasconde la vera bellezza. La vera ricerca di sé stessi avviene nel passaggio tra abitudine e ricerca del nuovo. Un po’ come in una storia d’amore. Spesso ci si annoia di conoscere tutto a memoria dell’altra persona… ecco, vuol dire che in quel momento è finita la ricerca. Grazie a questa serie sto imparando a cercare novità nella quotidianità.
Come vivi la notorietà? Ti crea dei problemi nella vita privata?
Penso di essere noto a quella fetta di pubblico che segue la serie e il programma di Serena Bortone che mi ospita nel pomeriggio sempre su Rai1 (Oggi è un altro giorno, ndr) ma non credo di essere popolare. Ci vogliono molti anni prima di diventare un volto riconoscibile a molti. Sinceramente quando capita che mi fermano per una foto o per una stretta di mano, non può che farmi piacere. Il mio lavoro esiste grazie al pubblico che mi sostiene e guarda i miei lavori: senza di loro non lavorerei.
È vero che sei molto timido?
Sono timidissimo, negli anni però ho imparato a gestire questa timidezza e qualche volta posso sembrare anche l’opposto. Ho una cosa, però, che non lascia dubbi: quando sono imbarazzato divento rosso come un peperone e le mie guance vanno a fuoco.
La recitazione è stata una terapia d’urto, visto che ti porta ad essere al centro dell’attenzione?
Sicuramente è stata un’ottima scuola dove imparare a gestire le mie insicurezze. Quando ho iniziato a studiare recitazione, intorno ai 15 anni, ne avevo tantissime. Con il tempo, la tecnica e lo studio, devo dire che sono maturato oltre che artisticamente anche caratterialmente.
Un ruolo che non ti è mai stato offerto e che ti piacere interpretare?
Mi piacerebbe interpretare un ragazzo problematico, con dei lati nascosti e delle zone d’ombra. Solitamente mi fanno sempre fare il bravo ragazzo della porta accanto. Ecco: vorrei provare a fare l’opposto.
Un episodio off sul set de “Il Paradiso delle Signore”?
Non molto tempo fa ero sul set con Pietro Genuardi (Armando nel Paradiso, ndr) e, scherzando, gli mostrai un gioco che sapevo fare con le mie orecchie. Praticamente, avendo poca cartilagine, riesco ad incastrarle e nasconderne metà all’interno dell’orecchio. Subito dopo, mi hanno comunicato che dovevo entrare in scena e dovetti entrare in scena… ahimè, avevo le orecchie in fiamme e Genuardi non riusciva più a smettere di ridere! Le truccatrici vennero in soccorso e mi truccarono le orecchie per evitare il danno davanti alla macchina da presa (ride, ndr).












