No Gravity Theatre, l’omaggio all’immaginario onirico di Fellini

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Un affascinante viaggio nei sogni, nelle fantasie e nell’immaginario artistico di Federico Fellini, del suo cinema e della sua pittura. Dal 7 al 12 dicembre sul palco del Teatro Biondo di Palermo debutterà “Fellini Dream”. Con il suo stile inconfondibile Emiliano Pellisari e la Compagnia NoGravity Dance Company porteranno in scena un omaggio al grande maestro del cinema italiano.

A partire dal soggetto del film mai realizzato, Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet, l’autore e regista Emiliano Pellisari, la coreografa e ballerina principale Mariana P, i protagonisti Graziano Piazza e Viola Graziosi, assieme ai danzatori-acrobati della NoGravity Company condurranno il pubblico in un mondo illusionistico prodotto da uno specchio gigante.

Torna lo stile inconfondibile di Emiliano Pellisari, autore di spettacoli raffinati e immaginifici definito dal teatro francese “nouvelle magie et danse arienne”. Ad oggi, le sue opere sono considerate “inclassificabili”. Una commistione di teatro, danza e arte scenotecnica. Autore teatrale, scrittore, ha molta esperienza nel cinema come organizzatore, regista e sceneggiatore, attualmente è scenografo, costumista, illusionista, regista teatrale, coreografo e, infine, produttore.  Tra i suoi successi: ComixDivina Commedia, Aria  – arie barocche nell’aria,  Inferno 2021.

Senza dubbio s’ispira alla grande tradizione italiana barocca del cosiddetto “teatro delle meraviglie“. Le leggendarie macchine sceniche ideate da architetti scenografi, come il visionario Giacomo Torelli (il padre della scena-macchina del teatro barocco), capaci di sorprendere il pubblico con spettacolari cambiamenti degli scenari e di effetti speciali .

“Questo nuovo spettacolo sarà un viaggio sciamanico nel mondo dei morti – così scrive nelle sue note di regia Pellisari – Ossessionato dalla morte e pieno della cultura classica italiana, Fellini per tutta la vita ha sognato di fare questo film sulla falsariga del viaggio di Dante nel mondo ultraterreno. Ne ha parlato in alcune interviste. Era un uomo superstizioso: non se ne fece mai nulla – e continua – Negli anni scrisse diversi soggetti e abbozzò alcuni progetti che alla fine confluirono nel copione “Il viaggio di mastorna” che nessun produttore al mondo volle produrre. Da qui, ha inizio il progetto del mio spettacolo”.

L’immaginario scenico proposto nasce dalle suggestioni tratte dai suoi film più famosi: 8 e mezzo, Giulietta degli Spiriti, Amarcord, I clown, la Strada. I morti non camminano- questa la chiave della pièce – strisciano per terra riflessi sul piano verticale e sembrano camminare. Chi viaggia nel mondo dei morti è inesorabilmente attratto verso il pavimento, finché non si sdraia. E dunque, accetta di morire. Il protagonista di questa storia felliniana non è un uomo, ma una donna. “E’ l’ovvio epilogo della filosofia felliniana – spiega il regista – non ci sono scenografie e l’attore è un po’ una marionetta, secondo il dettame di Gordon Craig. Lospettacolo è fatto di costumi. La cosa bellissima dei costumi e che il personaggio ti impone una linea, uno stile, per cui pensi al costume indosso al personaggio….ma poi il costume prende vita, prende il sopravvento, ed è lui ad indicarti le azioni del personaggio”.