“Elevare il proprio spirito ha un forte valore identitario”

Si parla spesso di astrologia nella nostra agorà, tra chi si riconosce nei principi della materia e chi invece giudica la tematica come contenitore di mere credenze popolari e superstiziose. Eppure, siamo certi che la conoscenza degli astri possa avere un importante approccio e peso sul nostro individuo, aumentandone la dimensione ed elevandone lo spirito. Martina Marchetti, esperta di astrologia, è impegnata nella narrazione di un contesto spirituale che è ben diverso dalle rappresentazioni mainstream che osserviamo costantemente in TV.

C’è chi come te è certo della realtà fenomenica presente nella materia. Cosa ti ha portata a maturare questa convinzione?

Non penso di avere delle convinzioni nella mia vita. Cerco di trovare dei sistemi di pensiero che siano quanto maggiormente congeniali al mio modo di vivere. Anche in ragione di ciò, non mi sento di accusare il panorama popolare che vede l’astrologia come semplice credenza. Infatti, non è colpa dei cittadini se la mentalità nostrana post settecentesca ha posto nel dimenticatoio ogni materia esoterica, promuovendo diffidenza verso tutto ciò che non abbia radici e certezze scientifiche. Tuttavia, la diffidenza deriva anche dall’atteggiamento assunto dai vari astrologi negli ambienti mainstream e nelle TV, derivante dalla necessità di risultare comprensibili a tutti i tipi di ascoltatori. Letture e ricerche sostenute nel corso della mia vita mi hanno portato a comprendere realmente il vero significato dell’astrologia.

Raccontando l’essenza e le caratteristiche dell’astrologia si rischia di apparire ai più come persone poco credibili?

Si tratta di un pregiudizio. Non devo scardinare nulla dalle altre persone, dato che se qualcuno si avvicina al mio lavoro è già affetto da un trasporto energetico e da una fiducia. Tuttavia, se non si è in grado di dimostrare realmente il fondamento su cui si basa la propria conoscenza si rischia di risultare poco credibili. Nel momento in cui si riesce a dimostrare la realtà di tutti i calcoli geometrici e matematici che si fanno in base alle effemeridi (le posizioni dei pianeti per ogni ora, ogni giorno, ogni anno) al fine di dedurre i diversi spazi vettoriali che maturano poi le congiunzioni e le opposizioni, non si può che donare certezza agli scettici. Pertanto, trattasi di qualcosa di molto più complesso di quanto non appaia al popolo, abituato alle banalità televisive che mostrano questa materia come recipiente di sciocchezze o poco più.

Ritieni che la ragione e l’insegnamento della materia possano risultare di non facile comprensione ?

Assolutamente si, purché si abbia la buona volontà di apprendere. Se non ci si immerge nella cultura e non si imparano i significati sottesi ai pianeti ed alla loro struttura, così come se non si apprende cosa rappresenti un segno zodiacale non si potrà mai concepire il vero fondamento di questa materia.

Se dovessi raccontare in poche righe i principi cardine di questo mondo, come li riassumeresti?

Già il disegno di un Tema-Natale parte da un punto di vista Cartesiano, quindi ciò indica come nel corso dei secoli l’astrologia abbia subito molteplici mutamenti. Essendo parte integrante di una cultura, di un popolo e di un sapere comune essa stessa evolve con determinati contesti ed il tempo. Un principio cardine da poter citare è quello della simbologia dei segni che sono antichi e al proprio interno presentano molteplici analogie con la natura e la terra, oltre ad essere spesso collegati tra di essi e portatori di progresso ed evoluzione.

La difficile situazione vissuta durante la pandemia ha acuito il bisogno dell’uomo di trovare una propria strada spirituale?

Certamente il momento pandemico ha acuito questa necessità, dato che la solitudine e l’improvvisa mancanza delle nostre abitudini e della nostra routine ci ha portato ad interrogarci anche sul senso effettivo della nostra esistenza. Il mondo astrologico può certo fungere da risposta ed occasione per questo bisogno, anche cominciando a studiare la materia in maniera autonoma.

Pensi che l’astrologia possa combaciare anche con la fede religiosa, oppure sono due tematiche portatrici di idee e sensibilità tra loro troppo distanti?

Non sono troppo distanti. Semplicemente la fede è basata su dogmi che sono indimostrabili ma considerati verità assolute. L’astrologia non richiede un atto di fede ma uno studio preciso e geometrico, finalizzato alla comprensione di essa. A seconda delle posizioni dei pianeti, all’interno del Tema-Natale di una persona si vede quanta dimestichezza un individuo possa avere proprio verso una fede. L’astrologia ci spiega come e se siamo aperti ad un vero e proprio sistema ideologico. Inoltre, la religione non esclude l’astrologia e viceversa.