I lavoratori degli spettacoli viaggianti scendono in piazza

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Già per entrare nello spazio della manifestazione si attraversa un ingresso che sembra quello di un circo. All’interno, i lavoratori che manifestano con i cartelli e gli striscioni sono tranquilli, rispettosi dei distanziamenti e delle norme sanitarie, e alcuni di loro girano con i loro costumi di lavoro e la buttano sul ridere per sdrammatizzare la situazione. Un gruppo eterogeneo, composto sia da vecchi che da giovani, che dalle istituzioni vogliono una cosa semplice, risposte.

Questa, in sintesi, è l’atmosfera che si è respirata questa mattina nella Piazza del Duomo di Milano, alla manifestazione nazionale dei lavoratori nel settore delle giostre e dei parchi divertimenti organizzata in 11 città italiane dall’ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti). Alcuni dei cartelli riportano le richieste dei manifestanti: una data certa per la riapertura di giostre e luna park, evitando i dietrofront all’ultimo minuto come è successo con gli impianti sciistici; l’attenzione dei sindaci a concedere le autorizzazioni; e infine, un sostegno per la ripartenza. A questi si aggiunge poi anche la richiesta di linee guida chiare per mantenere gli spazi sicuri, nel rispetto delle norme anti-Covid.

Oltre che alle istituzioni, che per un anno li hanno trascurati, “ma soprattutto vogliamo rivolgerci al nostro pubblico,” ha spiegato sul palco della manifestazione di Milano Ferdinando Uga, Presidente dell’ANESV. “Abbiamo portato in piazza i nostri strumenti di lavoro, per far capire quale spazio occupiamo all’interno della società. Siamo il contraltare dello stress e della preoccupazione quotidiani.” Nelle due settimane precedenti, ha spiegato, tutti coloro che avevano minimamente a cuore la categoria si sono impegnati per dare una mano con i preparativi, tanto che anche gli anziani e i bambini hanno fatto la loro parte. Grazie a loro “noi oggi manifestiamo, ma manifestiamo con il sorriso.”

Questo è lo spirito con cui si è svolta la manifestazione, che oltre che a Milano si è svolta anche nelle seguenti città: Torino, Marghera, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Potenza, Cagliari e Bari. Una manifestazione fatta da persone che non vogliono l’elemosina, ma un aiuto dopo aver sempre lavorato con dignità. Che non vogliono compassione, ma rispetto.