Laboratorio Saccardi: “Gli artisti amano la sinistra, ma la sinistra non ama loro”

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@labsaccardi · Arti visive

Laboratorio Saccardi, “L’avanguardia artistica più importante degli ultimi dieci anni, il collettivo artistico con più tentativi di imitazione”, come leggiamo nella loro pagina Facebook, sono Vincenzo Profeta (Palermo 1977) e Marco Leone Barone (Palermo 1978). (Redazione)

Quando vi siete incontrati?

23 anni fa, alla festa di 18 anni di un nostro vecchio amico oggi irreperibile.

Come e quando nasce l’idea di creare Laboratorio Saccardi? 

Nel 2002 il Laboratorio Saccardi era già attivo, ma 2003 abbiamo vinto un concorso artistico che si chiamava Genio Di Palermo e con il premio in denaro abbiamo investito attivando il nostro primo studio. Da lì in poi abbiamo iniziato a realizzare mostre personali e abbiamo dato vita ai nostri progetti, sempre in evoluzione, quasi eterni .

Come è vissuta l’Arte in Sicilia?

In Sicilia come ovunque la gente vive di clichè. I pittori si atteggiano da pittori, fotografi, scultori, writers, ballerini, tutti recitano la parte dell’artista. La maggior parte vuole solo essere presente in un sistema che è esistito solo negli anni Ottanta e nella loro mente: la gente comune lo ignora completamente. In Sicilia dal punto di vista artistico in generale c’è molta passione e molta voglia ma pochi soldi, sia dai privati che dal pubblico .

Quando nasce l’idea di creare il profilo continuo del Presidente? 

Nasce il giorno dell’ottantesimo compleanno di Silvio Berlusconi. Riflettevamo sul fatto che non esistesse un’opera d’arte rappresentativa e famosa del Presidente; avevamo già realizzato un grande quadro nel 2007 su Berlusconi dal titolo I Funerali di Silvio Berlusconi, un’ovvia citazione del nostro conterraneo Renato Guttuso. Continuando su questa riflessione, abbiamo optato per la scultura e alla fine abbiamo scelto di citare un altro Renato, Renato Bertelli, a 100 anni della realizzazione della sua scultura del Duce Rotante. Ne abbiamo riaggiornato il lavoro sostituendo il Duce al Presidente. Perché il Presidente è il Presidente .

Laboratorio Saccardi Gli artisti amano la sinistra, ma la sinistra non ama loro

Quando l’avete presentata la prima volta, che reazioni ha avuto il pubblico?

La prima e unica volta che abbiamo esposto la nostra opera è stata l’anno scorso a Roma per il progetto Signum, curato dal professor Francesco Gallo Mazzeo. Le reazioni del pubblico sono state diversissime, tra l’odio e l’amore, come sempre quando si parla di Berlusconi, molta gente lo voleva acquistare; l’opera è stata venduta a Palermo ai direttori della fondazione VAF di Rovereto, che appena l’hanno vista sono rimasti folgorati.

L’idea di creare dieci copie, ognuna personalizzata, da dove arriva?

Dal fatto che anche lo scultore Bertelli ne produsse molte serie , in materiali e dimensioni differenti, anche noi abbiamo già fatto dei multipli in ceramiche e terra cotta dipinta. Attualmente collaborando con Alessio Musella, che si occupa della comunicazione di questo progetto, stiamo realizzando una produzione industriale, con una precisione ed una dettagliatezza che noi non potremmo avere. La personalizzazione del progetto, con nostri interventi anche manuali è una cosa che ci stimola molto e pensiamo che al pubblico possa interessare come oggetto artistico completamente originale, che può assumere interpretazioni diverse.

Quanto influisce l’appartenenza politica nel mondo dell’arte?

Molto se sei di sinistra, perché misteriosamente gli artisti, amano la sinistra, anche se la sinistra non ama loro, infatti, quasi mai questa fazione ha fatto qualcosa per la nostra categoria. Gli artisti di destra non sono pervenuti, ma ci sono degli artisti che non hanno appartenenza e rifiutano queste logiche.

Esiste il politically correct nell’Arte?

Sì certo ed in Italia il novanta percento degli artisti ne è completamente succube. E’ la nuova trappola, per molti è un lasciapassare nel mondo dell’arte che conta, ma in realtà serve solo a dire banalità. Noi invece cerchiamo di non esserlo. E da sempre infatti siamo stati censurati ed ostacolati per non essere allineati a questo nuovo stile internazionale.

Ricordate un aneddoto particolare legato alla scultura Il profilo continuo del Presidente

Quando ne proietti l’ombra, le donne si innamorano. Sto scherzando ovviamente. Una notte durante il lockdown dal terrazzo del nostro studio abbiamo proiettato con un potente faro luminoso l’ombra della nostra scultura su un palazzo di fronte. L’Ombra del Presidente è rimasta fissa sul muro del palazzo che dà su una piazza per diverse ore, fino a quando non abbiamo sentito suonare al citofono: era la polizia, che ci ha interrotto, ci hanno ovviamente interrogati . Alla fine i poliziotti hanno compreso l’opera e ci hanno intimato di non proseguire più la sperimentazione dal nostro terrazzo.