L’importanza di avere un Monsù a corte – soprattutto in cucina

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Palazzo Biscari, maestosa dimora della famiglia Paternò Castello
Palazzo Biscari, maestosa dimora della famiglia Paternò Castello

La cucina dei Monsù nel Regno delle Due Sicilie di Mario Liberto (Edizioni Kalós, €16, prefazione di Carlo Ottaviano) è un saggio dettagliato sulla storia del Monsù, figura che ha molto influito sull’evoluzione della cultura gastronomica delle famiglie alte del Meridione.

Il termine deriva dal francese Monsieur les chefs, che nei secoli XVIII e XIX  rivestivano il ruolo di capocuochi nelle case aristocratiche della Francia e poi del Regno delle Due Sicilie.

L’antica cucina napoletana sarà influenzata dalla cuisine cultivée della Francia: fu infatti la regina Maria Carolina d’Austria a introdurre  nella città  partenopea il gusto francese e la  prerogativa di affidare il servizio di cucina ai Messieurs.

Avere un Monsù celebre era, per una casata aristocratica, una consacrazione di cui non si poteva fare a meno. Anche la nobiltà siciliana, certo non inferiore a quella europea, restia ai mutamenti politici, fu influenzata fortemente dalla cultura partenopea. La cultura gastronomica francese si integrò in maniera sublime con la cucina siciliana, rinomata in tutto il bacino del  Mediterraneo fin dai tempi di Platone, dando vita a pietanze che ancora oggi deliziano gourmet di ogni parte del mondo.