Teatro e avventura al Fringe

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romexpo_roma_fringe_festival_castel_sant_angelo_nero_450x630Quest’anno il Roma Fringe Festival trova ospitalità nella splendida cornice di Castel S. Angelo. L’evento estivo che richiama ogni anno numerose compagnie di teatro che si alternano per quasi due mesi è, lo ricordiamo, autofinanziato, si contraddistingue per le proposte “off” di qualità, di ricerca, coniugando i favori di un pubblico più popolare: fatto di giovani, anziani, residenti o turisti capitati al castello anche per caso. Il Fringe continua ad adottare prezzi del biglietto che possiamo definire “sociali”. Nove spettacoli a sera di teatro indipendente, italiano e straniero.

Apre le danze come evento speciale lo spettacolo Il pellegrino scritto e diretto da Pierpaolo Palladino con un perfetto Massimo Wertmuller. Racconta di una Roma papalina di fine Ottocento, descritta attraverso i pensieri, gli incontri, le disavventure di un mite vetturino (Nino) a servizio di un alto prelato conservatore napoletano, Monsignor Caracciolo, preoccupato per un nipote milanese in visita a Roma con simpatie e smanie rivoluzionarie, carbonare e giacobine. Viene nella Capitale il giovane rampollo ed è subito ricercato dalla polizia austriaca.
Nino il vetturino, viene incaricato da Sua Eccellenza di scortare il nipote e di fargli fare un giro per la città, di stargli vicino, servirlo e controllarlo: con la complicità della sua guida avrà anche un’avventura con la celeberrima Paolina Bonaparte Borghese sorella di Napoleone. Wertmuller è uno straordinario antico artigiano del teatro; porta avanti la storia con caratteristica flemma ed è venticinque facce in una: sempre calmo, sornione, sobrio e poi vivace, repentino, scattoso, ironico, stupito, in uno spettacolo scritto benissimo e ricco di gustose citazioni storiche e vernacolari, riempito unicamente di parole romanesche, musica (di Pino Cangialosi) e come scenografia: una sedia di paglia.

Da segnalare nella stessa rassegna: sabato 20 Valerio Aprea in un monologo di Mattia Torre (autore di Boris), il 28 giugno Le città invisibili di Italo Calvino, un reading sonoro a cura di Tiziano Panici, e il 29 sera Telemonò, lo spettacolo del comico Andrea Cosentino; ridere per poi subire un pugno nello stomaco, il protagonista analizza infatti la schiavitù e la dipendenza dal mezzo televisivo.