Malattia del mondo, malattia del secolo: lo stress. La fretta, la mancanza di tempo, i giorni di lavoro che ti portano dritto verso sera e appena ti fermi ti rendi conto di aver saltato i pasti perché non erano una priorità.
L’arte e il design dovrebbero servire proprio a orientarci nella direzione opposta invece. Cura alla sindrome smemorata e ansiosa, momento di pausa dagli obblighi del business. Sospensione in favore dell’immaginazione. E del piacere. Un piccolo ma significativo esempio in tal senso è Casalinghe di Tokyo.
Il progetto è curato da Alice Schillaci, che di mestiere fa la fotografa, buttandosi in quarta e destreggiandosi con classe nel vortice dei set milanesi. A pieno contatto con il frenetico spirito dei nostri tempi, la Schillaci ha dato vita a qualcosa che possa spingere le persone a fermarsi, abbastanza per poter assaporare attraverso i sensi la propria giornata.
“Casalinghe di Tokyo nasce nel 2014 e propone servizi di piatti in ceramica, con il desiderio di rendere piacevole alla vista l’esperienza dei sapori e della tavola”. Racconta a ilgiornaleoff.it l’ideatrice della collezione: “riscoprire la bellezza negli oggetti del quotidiano, è questa la nostra filosofia”. La linea di piatti realizzata da Alice è completamente made in Italy: la produzione è infatti affidata ad esperti artigiani che lavorano la ceramica a Nove, nel vicentino, centro artigiano di livello mondiale. La parte artistica è stata affidata a due artisti italiani contemporanei, Lucio Bolognesi e Martina Merlini.
“Nessun piatto è uguale a se stesso” spiega Alice “ognuno trova il suo posto in una sorta di narrazione d’insieme. Inoltre gli accostamenti fra i piatti sono pensati per essere riproposti in modi sempre diversi. La nostra è una collezione profondamente dinamica” conclude.
Il nome si ispira all’espressione nipponica cara a Bruno Munari: “Asobi” ovvero arte nel senso di piacere, e gioco. L’arte di Munari è una stella fissa per le “Casalinghe”. ll suo ironico ma dettagliato Stereotipysm o Dizionario dei gesti italiani, del 1994 ispira la prima linea di piatti, riproponendo la gestualità italiana illustrandola a due colori e in chiave grafica e minimale. “Lucio Bolognesi sceglie un gesto tipico tutto italiano” ci spiega Alice, “raccontandolo in sei prospettive diverse e accompagnandolo dalle lettere che in sequenza compongono la parola Stereotypism, Martina Merlini invece contorna il figurativo di Lucio sviluppando sei pattern a loro volta differenti che abbracciano ciascuna mano”.
Per tutti coloro che manifestassero sindrome da fretta e stress, in occasione del Salone del Mobile Milanese le Casalinghe si possono incontrare il 15 aprile dalle ore 15:00 presso “Cavalli e Nastri” in via Gian Giacomo Mora 12, e dalle ore 18:00 presso “Residenza Litta” in corso Magenta 24A. http://www.casalingheditokyo.com














