Debora Caprioglio: “La cultura è identità, senza radici non c’è futuro”

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Nell’intervista a Debora Caprioglio di Edoardo Sylos Labini, pubblicata su CulturaIdentità, l’attrice veneziana racconta il suo profondo legame con il teatro e con la città di Chioggia, evidenziando come la tradizione goldoniana abbia segnato il suo percorso artistico e umano. Caprioglio riflette sulla natura delle donne nei drammi di Goldoni (“Il mio legame con Chioggia è molto teatrale perché come molti sanno è stato un grande parterre per le opere teatrali, soprattutto per Goldoni ), sul valore identitario dei luoghi lagunari e sulle sfide culturali del presente, con uno sguardo critico e personale. 

Attualmente in tournée fino ad aprile con lo spettacolo Plaza Suite, accanto a Corrado Tedeschi, in scena tra Sardegna, Sicilia e Nord Italia, Debora Caprioglio è stata tra gli ospiti della puntata di Radix dedicata alla città lagunare. Un invito naturale, considerando il suo legame profondo con Chioggia, la “Piccola Venezia”, nonostante sia nata a Mestre

Tu sei diventata famosa come musa ispiratrice per un maestro del cinema come Tinto Brass in “Paprika”, un film provocatorio. E tu sai che Chioggia ha dato i natali anche alla senatrice Merlin, che fu famosa per la legge del 1958 sull‘abolizione delle case chiuse. Cosa pensi tu delle case chiuse? Secondo te è una legge che oggi dovrebbe essere superata?

È una domanda a cui è molto difficile rispondere, perché i tempi sono molto cambiati e sicuramente occorre una maggior tutela per chi poi sceglie di prendere questa strada. Le cose sono molto diverse. Forse all’epoca come si gestiva la prostituzione non andava bene, ma oggi occorre un punto di vista diverso. Anche perché siamo siamo cresciuti e con noi i problemi: la prostituzione s’accompagna con fenomeni di criminalità organizzata e altro… insomma, ogni epoca deve trovare la sua strada per aggiuntare le cose…

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