Mi chiamo Giancarlo Siani, il doc per non dimenticare il giornalista anticamorra

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Un viaggio che ricostruisce la storia, gli avvenimenti, la morte ma soprattutto il lascito di un giornalista anticamorra. E’ stato proiettato in anteprima il documentario del regista Giuseppe Alessio Nuzzo, “Mi chiamo Giancarlo Siani”, con la voce narrante di Domenico Cuomo (il Gianni Cardiotrap della serie “Mare Fuori”).

Arricchito dai contributi storici di Rai Teche e dagli estratti del film “Fortapasc” con Libero De Rienzo, raccoglie tra le testimonianze quelle del regista Marco Risi, il fratello Paolo Siani, il presidente della Fondazione “Giancarlo Siani”, Gianmario Siani, il presidente della Fondazione Pol.i.s. don Tonino Palmese, il magistrato Armando D’Alterio, il giornalista e presidente onorario della Fondazione Siani, Geppino Fiorenza, e Antonella d’Urzo, dirigente scolastico.

Girato a Torre Annunziata, dove si occupò di cronaca nera e quindi di camorra studiando i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano il territorio, scoprendo e approfondendo gli intrecci tra politica e criminalità organizzata, faceva riferimento alla redazione del Mattino della vicina Castellammare. Il documentario ha dunque lo scopo di raccontare il territorio vesuviano attraverso la sua vita, la sua attività giornalistica e la sua azione umana, proponendosi di dare una rappresentazione più vicina possibile alla realtà del fatto narrato.

Scritto dallo stesso Nuzzo con gli studenti del Corso di Cinema Leopardi di Torre Annunziata, è prodotto da Giuseppe Piccolo per Paradise Pictures, con il contributo dei ministeri della Cultura e dell’Istruzione, in collaborazione con le due Fondazioni.

“Mi chiamo Giancarlo Siani. Sono nato il 19 settembre 1959. Ho 26 anni. Per sempre”. È Giancarlo in prima persona (Domenico Cuomo) che trasporta lo spettatore nel viaggio alla scoperta della sua vita. Un viaggio che ricostruisce la storia, gli avvenimenti inediti, la morte ma soprattutto il lascito del giornalista tragicamente ucciso dalla camorra. Un viaggio nato a Torre Annunziata, da quelle stesse strade battute dalla Mehari verde del giornalista, da quegli stessi studenti che lo vedono come un simbolo e non un eroe, da quella stessa terra di omertà che ora reclama possibilità. Un viaggio accompagnato dal regista Marco Risi, dal fratello Paolo Siani, dal magistrato Armando D’Alterio, da chi l’ha conosciuto e da chi semplicemente ne ha sentito parlare. Il viaggio è arricchito dai contributi storici di Rai Teche e dagli estratti del film Fortapasc con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Massimiliano Gallo, Michele Riondino, Ennio Fantastichini. realizzato con il sostegno del ministero della Cultura e dell’Istruzione. Il termine Fortapasc storpiato evoca Fort Apach della tradizione western rendendo il senso dell’assedio alla città da parte della malavita.