Il Festival delle Ville Vesuviane in un’estate di grandi novità

0

Svolta per il Miglio d’oro tra Ercolano e Torre del Greco: parla Gennaro Miranda di Fondazione Ville Vesuviane

Serata clou del Festival delle Ville Vesuviane con lo spettacolo teatrale Shakespeare & Cervantes in ghost writer di Stefano Reali e l’assegnazione del Premio Leopardiano La Ginestra nella esedra della Villa Campolieto ad Ercolano. Villa Campolieto è una delle perle del Miglio d’Oro, luccicante eredità del Settecento napoletano, che si snoda tra Ercolano e Torre del Greco. A curare questo patrimonio, come anche il festival, è la Fondazione Ville Vesuviane. Abbiamo incontrato il presidente dell’ente Gennaro Miranda, in carica dall’inizio dell’anno e protagonista di un momento di svolta che coincide con gli impulsi dati dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Dottor Miranda, lei è un economista e si trova a gestire uno straordinario patrimonio di cultura, forse è l’occasione buona per trovare la famosa sintesi tra sviluppo culturale ed economico.

Sì, è proprio questo il senso del mandato che mi è stato conferito dal Ministro Sangiuliano: rilanciare lo splendido patrimonio delle Ville Vesuviane e trasformarle in un fattore di sviluppo trainante per l’intero territorio.

​Primi passi?

Con una strategia di marketing che si è rivelata efficace siamo riusciti quasi a raddoppiare il numero di turisti rispetto al primo semestre 2022 e a più che raddoppiare le entrate finanziarie, sia attraverso la vendita di biglietti che con l’organizzazione di grandi eventi nelle Ville. Abbiamo trovato numeri negativi: duecentomila euro di deficit. Tutti i membri del nuovo consiglio, con lodevole spirito di collaborazione, si sono dati da fare per superare questa pesante eredità.

Ma a parte questa buona inversione di tendenza, quale è la formula per trasformare il Miglio d’oro in una occasione di riscatto economico, sociale?

Innanzitutto coinvolgendo le scuole, un mondo che conosco da vicino e che amo. I giovani non devono essere visti come turisti, ma come protagonisti nei luoghi della cultura. All’organizzazione del festival hanno partecipato decine di studenti secondo la formula dei PCTO (i percorsi di integrazione scuola-lavoro-territorio). Il 7 luglio insieme al Ministro Sangiuliano e al direttore dell’ufficio scolastico regionale Ettore Acerra ho proposto un protocollo d’intesa tra la Fondazione Ville Vesuviane, il Parco archeologico di Ercolano e il parco del Vesuvio per aprire queste realtà agli studenti delle scuole. Le ville in particolare si prestano ad attività formative che vanno dalla rilevazione tecnica alle tecniche del turismo allo sviluppo della consapevolezza storico-culturale: ogni ramo della istruzione può essere coinvolto.

E nel frattempo è stato inaugurato il collegamento ferroviario Roma-Pompei. Eppure ci sono state delle polemiche…

Polemiche veramente sterili. È stato chiarito da subito che la tratta sarà settimanale e rappresenta una innovazione strategicamente rilevante. Mentre da un lato abbiamo un nuovo servizio che va a migliorare i collegamenti, dall’altro assistiamo purtroppo a un servizio regionale come quello della Circumvesuviana che è un disastro: col passare dei mesi addirittura peggiora invece di migliorare.

Dovremmo mandare Alain Elkann in viaggio sulla Circumvesuviana per sollevare il problema!

Temo che alcune polemiche siano state sollevate proprio per distrarre l’attenzione. E tuttavia non voglio fare polemiche di tipo simmetrico: come Fondazione saremmo contenti di qualunque iniziativa migliorativa, sia che venga da Roma, che dai palazzi della Regione.

Un bilancio del festival che oggi si chiude?

Un bilancio sicuramente positivo con un incremento del 30% di spettatori. Il palinsesto degli eventi in larga parte era già programmato prima del nostro insediamento, noi abbiamo aggiunto delle iniziative mirate a coinvolgere tutti i comuni del Miglio d’Oro, con eventi a Portici (uno splendido concerto barocco nella cappella reale) e una rappresentazione teatrale a San Giorgio a Cremano ad esempio.

Ma la Fondazione da lei presieduta ha in cantiere anche lo sviluppo di una sua “accademia”.

Sì, pensiamo a una Scuola delle arti del Miglio d’Oro che risponda a una forte richiesta di professionalità legate ai mestieri dello spettacolo, quindi intendiamo coltivare i talenti che possano essere spesi in una fetta di mercato che va ampliandosi. Così cerchiamo di chiudere il cerchio tra cultura, scuola e lavoro.