Con l’omaggio a Claudia Cardinale è partito il Festival di CulturaIdentità

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Si è aperta ieri sera in piazza Duca della Verdura, a Potenza, la tre giorni del VII Festival delle Città identitarie, la kermesse diretta da Edoardo Sylos Labini. L’anteprima della prima serata si è tenuta nel centro storico del capoluogo con l’incontro Leggere le città identitarie, la rassegna letteraria che anticiperà tutte e tre le serate, che saranno ospitate dal CeSAM – Centro Sperimentale delle Arti Mediterranee, fiore all’occhiello non soltanto di Potenza ma di tutta la Basilicata.

“Abbiamo abbracciato con entusiasmo questa iniziativa. L’abbiamo fatto grazie al lavoro certosino degli uffici. Queste giornate che sono un po’ il modo per raccontare la città come piace a noi. Potenza è il baricentro rispetto al mezzogiorno, si trova in una posizione strategica e non ha nulla da invidiare alle altre città della Regione e dell’Italia. Noi dobbiamo cercare di essere una classe dirigente matura per andare nella direzione che la maggior parte dei cittadini si augura. Questa è una città viva, vivace e volenterosa e noi la amiamo così com’è”: così l’assessore al Bilancio del Comune di Potenza Gianmarco Blasi per i saluti istituzionali.

Il Festival delle Città identitarie “è un modo per far conoscere questo capoluogo lucano in tutta Italia”, ha spiegato Edoardo Sylos Labini. “Spesso si parla solo di Matera, invece Potenza, come vi racconteremo in questi tre giorni, ha tanti simboli identitari, tanti personaggi e storie da raccontare. Storie che hanno una valenza non soltanto nazionale, ma anche internazionale, basta immaginare che a Potenza Ruggero Leoncavallo compose il melodramma più rappresentato nel mondo: Pagliacci. Basterebbe già questo per creare un simbolo identitaria di una cittadina come Potenza”, ha aggiunto. “Questa sera omaggeremo grazie alla presenza della nipote di Claudia Cardinale il film Li chiamarono Briganti, capolavoro di Pasquale Squitieri. Carmine Crocco è stato il brigante lucano, che spesso è stato anche divisivo perché Potenza è la prima città del sud che aderisce al Risorgimento. Domani, invece, saremo con il mito Giancarlo Giannini, che è legato ad un’altra regista lucana, Lina Wertmuller, a cui deve molto della sua carriera”.

Protagonista del primo appuntamento in piazza Duca della Verdura il compianto Maurizio Leggeri, ingegnere civile e presidente del Centro al Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo dal 1988, scomparso nel 2018 e di cui è stato presentato e discusso il libro intitolato Una casa sicura per tutti: presenti  al dibattito moderato da Fabio Dragoni (“Quello che mi ha stupito di quest’uomo è che non è semplicemente un uomo di scienza ma un ingegnere nel vero senso della parola, un uomo di ingegno”) il prof. Rodolfo Console Presidente Centro Geomorfologia, che ha speso parole di enorme stima e affetto per un “amico e collega per il quale nutro ancora una grandissima stima. Il rapporto amicale era bellissimo nel senso che era una persona di grande spirito, sapeva raccontare battute e aneddoti di tutti i generi. Dal punto di vista professionale testimoniano le sue pubblicazioni) e Adriana Leggeri moglie di Maurizio Leggeri.

Maurizio Leggeri “è sicuramente un gigante del nostro territorio e della città perché rappresenta non soltanto un aspetto altamente professionale per la città e per il paese ma continua a rappresentare un percorso di valorizzazione del rapporto umano oltre che professionale”. Dopo il terremoto dell’Irpinia, nel 1980, “chiesi a Leggeri di collaborare con il gruppo Geocart. È stato un gigante per noi ed è motivo di crescita di una struttura che può vantare tanti professionisti grazie ai suoi suggerimenti”: così Antonio Colangelo, fondatore del CeSam e del gruppo Geocart.

E proprio il sipario del Piccolo Teatro del CeSAM di Potenza si è aperto per la serata spettacolo al suono della voce di Arianna . È stata lei, accompagnata dalla band diretta dal maestro Valeriano Chiaravalle, insieme al direttore artistico Edoardo Sylos Labini, a inaugurare la prima delle tre serate del Festival della Città Identitarie, in programma fino a domenica 2 luglio. In prima fila tra il pubblico l’ospite d’onore, Giancarlo Giannini.

Il primo a sedersi sulle poltrone rosse, dove si sono alternate le interviste degli ospiti, è stato Federico Palmaroli, l’autore conosciuto al grande pubblico per Le più belle frasi di Osho. Tra gli ospiti della prima serata lo storico Gianfranco Blasi, il direttore del Centro Sperimentale delle Arti Mediterranee Marcello Foti e l’assessore al Bilancio Gianmarco Blasi, con Luce Cardinale, nipote di Claudia Cardinale – che ha portato al pubblico un messaggio da parte della zia, che oggi vive in Francia – e il critico d’arte Camillo Langone. A portare il suo saluto anche Vittorio Sgarbi.

“L’altezza, lo sguardo verso il cielo, la fierezza: questi sono simboli importanti per la città di Potenza”, ha detto lo storico Gianfranco Blasi. “È la città capoluogo di regione più alta d’Italia. E questa storia dell’altezza, i campanili, da San Michele fino alla cattedrale, passando per le chiese di San Francesco e della Santissima Trinità. L’idea verticale sposa l’idea della potenza – ha sottolineato -, dell’energia che c’è nel nome. Anche un richiamo spirituale. Potenza è la quarta città italiana con più verde per metro quadro. Questo – ha aggiunto – è un valore oggi ancora più importante, se sappiamo valorizzarlo e farne una nostra ricchezza”.

Un messaggio da parte dell’iconica Claudia Cardinale, affezionata al capoluogo di provincia dove ha lavorato nel film Li chiamarono Briganti, capolavoro di Pasquale Squitieri, è stato portato dalla nipote Luce: “Mi dispiace non essere con voi in questa splendida serata ma oramai vivo fuori Parigi, vicino a Fontainebleau, e viaggio il meno possibile. Ringrazio l’organizzatore del Festival Edoardo Sylos Labini e l’amico Marcello Foti, che hanno voluto rendere omaggio alla mia carriera in questa importante circostanza con la rievocazione del film Li chiamarono Briganti, al quale sono molto affezionata per tanti motivi. Il mio legame con l’Italia è sempre molto forte e l’identità culturale del nostro Belpaese è un valore che mi appartiene e che continuo a condividere con la mia famiglia e con tutte le persone che frequento anche qui in Francia”.

Nel corso della serata, infine, Sylos Labini ha ricordato il protagonista del primo appuntamento della rassegna letteraria Leggere le città identitarie, Maurizio Leggeri. Sul palco il nipote di Leggeri, Sacha Silvestri, che ha ritirato il riconoscimento in memoria del nonno, il Premio La Città Sostenibile Asacert. Al pittore locale Nino Tricarico, invece, è andato il Premio Artisti 2023.

La seconda tappa del Festival si svolgerà dal 21 al 23 luglio nel vercellese, a Trino, nella cornice del Palazzo Paleologo. La terza, e ultima tappa, sarà accolta da Piazza Italia a Loano, Savona.

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