“Iremia”, il nuovo singolo del pianista Dan Costa un invito alla pace

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Daniel Greco Costa è un talentuoso pianista dalla forte sensibilità. Dopo gli studi “classici” presso l’Académie de Musique Rainier III nel sud della Francia, s’innamora del jazz e compone il suo primo brano, a soli dodici anni. Nel 2010 ha conseguito un diploma con merito presso il Liverpool Institute for Performing Arts di Sir Paul McCartney in Inghilterra, ma il suo forte interesse per le sue radici latine, congiuntamente alla sua passione per il jazz, lo hanno portato a studiare all’Escola Superior de Música e Artes do Espectáculo in Portogallo, dove si è laureato in pianoforte jazz con un premio del Rotary Club per risultati eccezionali nel 2015. Ha frequentato workshop e corsi tenuti da artisti musicali come Gary Burton, Kevin Hays, Scott Colley, Kurt Rosenwinkel, Jorge Rossy, Chick Corea e César Camargo Mariano. Ha co-diretto musical, si è esibito con orchestre e big band ed è stato protagonista sia come pianista che come compositore in progetti e in svariati paesi come Inghilterra, Francia, Finlandia, Germania, Spagna, Grecia e Stati Uniti.  Da venerdì 11 marzo è in tutte le radio il suo ultimo brano dal titolo “Iremia” in collaborazione con una leggenda musicale, il trombettista Randy Brecker.

È da poco uscito il tuo nuovo singolo che si evince dalla scelta del titolo, “Iremia”, essere un invito alla pace. Sembrerebbe venir fuori proprio nel momento giusto?

Dovevo lanciarlo un paio di mesi fa ma ci sono stati alcuni ritardi dovuti, ad esempio, all’elaborazione della copertina. Alla fine lanciarlo ora ha coinciso con un contesto storico che sembra sfidare la pace interiore di molti individui e credo che l’invito abbia una dimensione ancora più profonda ed universale.

Come si è svolta la genesi del brano e com’è stato collaborare con un trombettista leggendario come Randy Brecker?

Il brano è stato composto sull’isola greca di Paros, dove ho anche vissuto per alcuni anni, ed è dunque ispirato da quell’ambiente luminoso e seduttore. Ho contattato Randy Brecker via e-mail e gli ho inviato una versione per pianoforte, dopodiché mi ha risposto subito aggiungendo che il brano era “Wonderful”. È vero che avevo già registrato con artisti americani e brasiliani con i quali anche lui ha collaborato, come Seamus Blake, Teco Cardoso e Ricardo Silveira,  ma sono rimasto sorpreso dalla velocità e dall’entusiasmo che hanno caratterizzato la sua risposta.

Che periodo artistico stai vivendo? Di quali frequenze sei alla ricerca?

Un periodo abbastanza luminoso. Il fatto di non essermi esibito dal vivo ultimamente mi ha dato lo spazio nonché il tempo di riascoltare determinati musicisti e di scoprirne nuovi. Inoltre, il fatto di non essere più vincolato ad un’istituzione – come lo ero quando studiavo – mi ha permesso di ascoltarli liberamente e di cogliere il materiale estetico che ci viene proposto, sia da artisti jazz che da musicisti classici come il notevole interprete di Bach statunitense Murray Perahia. Ho sempre un debole per la musica strumentale, dato che ci fornisce una certa libertà di pensiero.

Sei un musicista internazionale, conosciuto in tutto il mondo, apprezzato dai critici oltre il confine italico e hai portato la tua musica su prestigiosi palchi. Quali credi siano le differenze attuali tra il mercato discografico italiano e l’estero?

Ogni paese è diverso ma è interessante notare che in molti contesti e soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, nonché in India e in Sudamerica, il consumo di musica online è aumentato durante la crisi covid soprattutto dovuto alla popolarità delle piattaforme streaming. Questo ovviamente sfida le esigenze del mercato tradizionale, pur permettendo la diffusione in zone dove il potere d’acquisto è inferiore, ma viene accompagnato oggigiorno dalla crescita di ascoltatori premium. Sebbene Spotify sia il principale servizio, in contesti come quello francese Deezer è molto forte mentre negli Stati Uniti Amazon Music fa da concorrente all’omologo svedese.

Progetti futuri?

Ci saranno novità a breve sulla mia pagina www.dancosta.net, nonché sulle reti sociali dove sono rintracciabile come dancostamusic. Grazie!