Maria Roveran dalla tv alla musica:”Lavoro con impegno per dare forma alla mia passione”

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Talento, originalità e perenne ricerca della qualità. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che oggi rendono Maria Roveran una delle artiste più interessanti dello spettacolo nostrano, perché capace come pochi di raccogliere enormi consensi sia sul fronte musicale che della recitazione. 

Dal grande al piccolo schermo senza abbandonare mai la musica. Come riesci a coniugare tutto?

Amo ciò che faccio, mi appassiono alle esperienze più diverse perché questo mestiere mi innamora, ogni volta. Amore, passione, entusiasmo e curiosità mi guidano nel progettare la mia vita professionale e nell’organizzare i miei impegni in funzione di ciò che desidero realizzare. L’obiettivo è di farlo senza trascurare i miei affetti, la mia famiglia, i miei amici e le persone che mi circondano. A volte, certo, può essere complicato, ma cerco di imparare dai miei errori, di correggere il tiro di volta in volta per vivermi al meglio la vita.

Hai da poco presentato un progetto molto interessante:  Naüge Beng – Strade Nuove. Ce ne parli?

Naüge Beng, Strade Nuove è il disco che prodotto con Joe Schievano – produttore musicale con il quale collaboro da anni – ed è un disco molto particolare perchè interamente dedicato alla lingua cimbra. Si tratta di una lingua fragile che, poiché parlata ancora soltanto da poche centinaia di persone, sta cercando di sopravvivere alla globalizzazione. A questo antico idioma è rivolto il mio lavoro di cantautrice: ho scritto testi ispirati alla tradizione e al paesaggio di Luserna, ultima roccaforte della cultura cimbra. Ho fatto tradurre i miei testi, riadattato e tradotto in cimbro covers di fama internazionale e reinterpretato alcuni brani provenienti dalla tradizione cimbra. Il progetto è stato sostenuto dall’Istituto di Cultura di Lusèrna e dalla Regione Trentino Alto Adige e mi ha coinvolto profondamente per circa un anno e mezzo. Il mio obiettivo è stato quello di produrre musica dedicandomi ad una lingua di minoranza ma rivolgendomi a tutti, facendo sì che la musica fosse un mezzo di connessione tra le persone e i territori, un modo per conoscere l’altro e, perchè no, anche conoscersi. Credo che la musica unisca le genti nel condividere emozioni, suggestioni e “Strade Nuove” vuole essere un’espressione di ciò. Trovo che tutto ciò sia, di per sé, oggigiorno quanto mai importante. Il disco è su Spotify e su tutte le piattaforme online e raccoglie generi e stili musicali diversi,  vi invito ad ascoltarlo!

Tra i prossimi progetti che hai anche “Tra cielo e Carne – Pasolini, poesie in concerto”. Uno straordinario esperimento  multiart sulla poetica di Pasolini. Com’è nata questa idea?

Dal desiderio di dare voce e corpo ad alcuni meravigliosi componimenti poetici di questo grandissimo letterato. Io e altri quattro creativi ci siamo riuniti in un collettivo che si chiama Tadàn. Incontrando Nicoletta Maragno e la sua “Fabbrica Lirica” abbiamo iniziato a interrogarci sul senso e la straordinaria profondità delle opere di Pier Paolo Pasolini. Abbiamo subito provato a creare una perfomance a lui dedicata: uno spettacolo fatto di musica, immagini e corpo che debutterà ad Aprile 2022 al Teatro Candiani di Mestre e che spero emozioni e coinvolga il pubblico in un viaggio esperienziale toccante e suggestivo così come le poesie di Pasolini sono riusciti a fare con me. Sto lavorando molto a questo spettacolo, mi occuperò di direzione vocale cantando e recitando dal vivo. Sono molto emozionata ed eccitata per questo progetto!

Come nasce la tua passione per questo mestiere?

Dalla mia curiosità, in primis e più precisamente dalla mia curiosità verso noi esseri umani e ciò che ci circonda. Dal desiderio di incontro che provo nei confronti di ciò che è possibile incontrare.

Quando hai capito che quella passione stava per trasformarsi in un vero e proprio lavoro? 

Non l’ho mai capito, veramente. Forse, l’ho scoperto o sentito… ma non mi è facile rispondere a questa domanda. Per prima cosa ti confesso che il mestiere che faccio, per me, non è solo un mestiere. Ad un certo punto ciò che desideravo esprimere ho provato ad esprimerlo e per farlo, ho studiato così come studio ancora oggi. Amo questo aspetto del mio lavoro, il fatto che sia necessario continuare a studiare. Posso dire che il primo film che ho interpretato, “Piccola Patria” di Alessandro Rossetto è stato fondamentale ma anche il teatro, le tournée, la musica. Mi reputo fortunata ma, sebbene le conferme esterne e i fatti concreti siano importanti, non c’è stato un momento preciso in cui “ho capito” che questa passione stesse per trasformarsi in un lavoro vero e proprio. Posso dire che piuttosto ho lavorato e lavoro ancora oggi per dare forma alla mia passione, nel modo più concreto possibile, con tutti gli alti e bassi immaginabili, continuo a farlo.


La pacca sulla spalla che ti ha maggiormente inorgoglito?

Deve ancora arrivare. La attendo da una persona che non so se mai me la darà. Anche se le migliori pacche sulle spalle sono state quelle di alcune persone, sconosciute, che ho incontrato tra il pubblico. Alcuni di questi, nel tempo, sono diventati amici.

Generalmente cosa ti dà la forza per affrontare i momenti no?

La vicinanza delle persone a me care, o ad esempio, sapere che, rispetto ad alcune persone della mia famiglia, io sia nata più fortunata. Ho un fratello affetto da autismo, credo che la sua battaglia e quella dei miei genitori – così come quella di tante persone che si ritrovano a vivere simili realtà – sia una battaglia molto più grande di ogni possibile battaglia io possa mai affrontare. Cerco di non dimenticarlo anche se, sono umana e a volte quando crollo tutto può sembrarmi impossibile. Eppure, se penso a loro, trovo forza e coraggio.


Come riesci a conciliare la sfera professionale con quella privata ?

Con pazienza, con amore. Cercando di godermi i miei affetti ogni volta che posso e chiedendo scusa se a volte non posso essere presente nelle loro vite quanto desidererei.

Guardando al futuro, quali altri traguardi ti piacerebbe raggiungere?
Desidererei continuare a stare sul set, fare film, stare sul palco e produrre musica. Desidererei fare tante cose belle insieme a Tadàn, associazione di cui sono co-fondatrice ed avere un luogo di creazione artistica permanente all’interno del quale accogliere giovani artisti e giovane pubblico. Credo molto nei giovani! Mi piacerebbe continuare a fare ciò che faccio rimanendo sempre in ascolto con ciò che mi si muove attorno e dentro, senza tralasciare mai le piccole preziose cose della vita.