In merito alle statue di Colombo abbattute: cambierei anche tutti i corsi e le vie e le piazze Cristoforo Colombo in Italia ed anche quelle intitolate a Garibaldi, che fu un guerrafondaio e ladro di cavalli, pur in nome dell’Italia. Nel pensare una futura palingenesi e immaginare il definitivo progresso dell’umanità terrei invece la statua di Lenin a Capri, sublime sunto del radical chicchismo dei nocchieri che sostano in piazzetta. E terrei pure quella della Arcuri a Porto Cesareo, altrettanto sublime ma al contrario esempio della cafonaggine nazional popolare. Decapiterei la statua garitta del Papa a Termini Roma (e lo posso dire io, che ho pur studiato alla Cattolica di Milano, piena ancora di sostenitori delle Crociate). E abbatterei pure il Napoleone canoviano in forma di Apollo di Brera Milano: l’imperatore fu un recidivo guerrafondaio sterminatore in primis di militi francesi. Così come per lui, damnatio memoriae anche per i Medici (vi ricordate quanto furono sanguinari nella vicenda dei Pazzi?), i Gonzaga e gli Sforza, armigeri e predatori. Il Castello Sforzesco lo rinominerei Castello Milano (come il salame a grana grossa). Rinominerei anche le vie IV novembre (“colle armi assaltammo l’Austria”), rinominerei le vie XX settembre (“colle armi conquistammo Roma”). Innalzerei invece più, di più, ancor di più, diti medi alzati cattelaniani, così che finalmente ogni nostra città e borgo abbia il suo benemerito fuck off
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