Finalmente si pensa a valorizzare l’Italia

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Parlamento italianoSarà stato l’effetto del clima da campagna elettorale, resta il fatto che pochi giorni fa il Parlamento ci ha regalato una bella pagina di politica: l’approvazione in Senato e quasi all’unanimità (nessun voto contrario e solo due astenuti) della legge a tutela dei piccoli Comuni e per la valorizzazione dei Borghi.

Scomodando il saggio Aristotele, che meglio di chiunque altro ha definito l’etimologia del termine “politica” quale amministrazione della polis per il bene di tutti, potremmo sostenere che questa volta i nostri parlamentari hanno agito, quasi all’unanimità, nell’interesse dei cittadini, mettendo in secondo piano le rigide regole europee.

Per comprendere la portata della legge approvata occorre “dare i numeri”: sono 5627 i nostri Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti a cui si rivolge la nuova norma, pari al 69,9% del totale dei Comuni italiani. 

Queste comunità, oltre ai rischi legati alle calamità naturali, vivono il grave problema dello spopolamento. Sono infatti appena 12 milioni gli italiani che hanno deciso di non abbandonare il loro Paese se pur con enormi difficoltà abitative, logistiche ed economiche.

Ora, è il caso di dire che a questi coraggiosi cittadini italiani viene riconosciuto per legge il diritto di vivere dignitosamente nella propria comunità, nella terra dove sono nati e cresciuti.

La nuova legge non porterà a questi Comuni ingenti somme di denaro, purtroppo l’attuale fondo è decisamente insufficiente, appena cento milioni in cinque anni, però viene riconosciuta la loro importanza sociale, culturale ed economica e, quindi, la loro salvaguardia.

Questo dal punto di vista culturale significa la tutela delle tradizioni locali, la riqualificazioni dei centri storici, delle strade ed implica anche un serio impegno nel sostenerne il turismo sotto i molteplici aspetti: balneare, montano, artistico, religioso ed eno-gastronomico. Promuovendolo attraverso un processo di digitalizzazione più moderno che implica l’utilizzo della banda larga. 

Insomma, per una volta ha prevalso il buon senso nel comprendere che l’Italia dei “mille campanili” è un valore aggiunto del nostro made in Italy che non possiamo rischiare di perdere. Anzi, lo si dovrà valorizzare applicando alla regola il principio del “welfare di prossimità”. Molto più semplicemente vuol dire la creazione di asili, scuole, infrastrutture ricreative e sanitarie, ma non meno il mantenimento di tutta una rete di servizi per il cittadino necessari per garantirgli di poter vivere in questi piccoli centri spesso definiti da “quattro case e un forno”.

Una vera inversione di tendenza rispetto alla politica degli anni precedenti che andava nella direzione dell’accorpamento dei piccoli Comuni. Con questa norma si prevede solo la gestione associata di alcune funzioni. Ci auguriamo che ora si passi subito ai fatti, rendendo strutturale l’impegno economico per la loro salvaguardia anche nella Legge di Bilancio annuale e favorendo l’utilizzo dei fondi europei da parti di quei soggetti che decidono di investire in queste micro realtà. 

Decisamente una bella sfida nell’era dei mega grattaceli e dell’industria 4.0, ma forse servirà a farci comprendere che questo è il nostro vero “petrolio” e lo abbiamo ben distribuito su tutto il territorio nazionale, basterà saper sfruttare al meglio ogni singolo giacimento – Paese!