Francesca Anna Bellucci: “Recitare mi ha salvata dal bullismo”

0

IMG_3260Negli ultimi tempi ha ottenuto un grande successo a teatro, affiancando Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia nella commedia Taxi a 2 piazze. Francesca Anna Bellucci, attrice bella quanto brava, si racconta a Off, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera e presentandoci un progetto che le sta particolarmente a cuore che si chiama Collettivo Lunedì.

Ti abbiamo appena vista a teatro con Taxi a 2 piazze…
Sono stata in scena con uno dei testi più divertenti che siano mai stati scritti. E oltre ad aver avuto la fortuna di recitare un testo così divertente, ho avuto anche l’onore di farlo accanto a due attori che stimo molto: Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia. Oltre, ovviamente, a tutto il resto della meravigliosa folle squadra: Silvia Delfino, Renato Cortesi, Stefano Bontempi e Claudio Zanelli.

Far parte di un progetto teatrale così importante, per te, avrà rappresentato una bella sfida…
Entrare a far parte di uno spettacolo così è una grande responsabilità, quindi ci si misura prima di tutto con la propria preparazione. Taxi a 2 piazze è un successo che riempie i nostri teatri da diversi anni, con un cast che ha sempre lasciato il segno, quindi la sfida era essere pronti attorialmente ad entrare in una macchina così perfetta, portando ovviamente qualcosa di me nella mia versione di Barbara Rossi.

IMG_3261

Da un po’ di tempo sei coinvolta anche in un progetto intitolato Collettivo Lunedì: di cosa si tratta?
Il Collettivo Lunedì vuole essere un movimento creativo che opera nel teatro, nel cinema,in modo partecipato e plurale, coinvolgendo tutte le figure che ne fanno parte.
Vogliamo creare un movimento che permetta a professionisti del mestiere di conoscersi e collaborare. Come? Attraverso degli aperitvi, che organizziamo una volta al mese, per ora, su Roma. Attraverso incontri formativi con personaggi del mondo dello spettacolo, match di improvvisazione tra attori emergenti e attori conosciuti , contest di diverso tipo che sveleremo evento per evento. Facciamo in modo che ci si possa conoscere e che da questi incontri possano nascere importanti collaborazioni. Quindi vogliamo che il Collettivo Lunedì, in occasione dell’aperitivo, rappresenti anche uno spazio dove incontrarsi, conoscersi e dare vita a nuovi progetti. Contemporaneamente, con il Collettivo Lunedì, è in preparazione un importante progetto per la prossima stagione.

Come nasce la tua passione per la recitazione?
A nove anni ci fecero fare un corso di recitazione a scuola, quell’anno era stato particolarmente difficile per me, soprattutto a scuola. Ora si parla molto di bullismo ma è sempre esistito, e recitare quell’anno, mi ha tirato fuori da quel guscio in cui mi ero lasciata rinchiudere e mi ha dato la forza di capire cosa mi facesse stare bene, cosa mi rendesse davvero felice.

Quando hai deciso di trasformare la tua passione per la recitazione in una vera e propria professione?
Appena mi sono diplomata, non ho avuto dubbi: mi sono trasferita a Roma e sapevo di non voler fare nient’altro. Questo doveva essere il mio lavoro, che poi non riesco neanche a definire tale, perché per me è molto di più: è il permesso di giocare anche da grande. E di farlo per tutta la vita.

La gratificazione più grande finora raccolta?
La soddisfazione più grande è salire sul palco con qualcosa che ti piace, che vuoi raccontare, di cui vai fiero e Taxi fa sicuramente parte di tutto questo.

E la delusione più grande?
Mi è capitato di fare spettacoli, per fortuna pochissimi, di cui non andavo fiera e quando ami il tuo lavoro è una delle cose che fa più male perché ti sembra di non rispettarlo, di tradirlo.

IMG_3258

Oggi a chi senti di dover dire grazie?
Sarò banale: alla mia famiglia, che c’è sempre stata e in particolare a mia madre va il grazie più grande perché è la donna che mi ha insegnato tutto quello che so e sono.

Nei momenti meno felici, cosa ti ha dato la forza per continuare ad andare avanti per la tua strada?
L’amore per questo lavoro. Come tutte le storie d’amore, ci rende le persone piu felici del mondo in alcuni momenti, e ci fa soffrire più di qualunque altra cosa. Ma proprio per questo non possiamo farne a meno; dico sempre: bastano due minuti su quelle tavole, o davanti a una macchina da presa ed improvvisamente tutto acquista un senso. E sai che nonostante tutti i sacrifici e i momenti no, ne vale sempre la pena.

L’episodio più curioso della tua carriera?
È accaduto durante una replica di una spettacolo: i fari hanno iniziato a spegnersi e riaccendersi ad intermittenza e quindi io e gli altri attori abbiamo passato tutta la parte finale dello spettacolo, cercando di capire sotto quali fari andare e spostandoci a seconda di dove vedevamo la luce che però poteva sparire da un momento all’altro, costringendoci a fare questa folle danza alla ricerca della luce perduta(ride, ndr). Il problema non si è risolto fino alla fine dello spettacolo ma siamo riusciti a portarla a casa anche quella volta.  Il teatro regala momenti indimenticabili, questo, però, forse, è quello più folle. Ogni volta che ci ripensiamo ridiamo molto, è stato davvero divertente.

Come ti piace trascorrere la tua quotidianità?
Amo leggere, andare a cavallo, stare con la mia famiglia, guardare film a casa sul letto con pop corn o cioccolato a seconda delle giornate o al cinema oppure parlare interminabili ore con le mie coinquiline, che sono anche amiche e colleghe. Mi piace anche suonare il piano, ballare, cantare e pensare a progetti futuri e quando posso viaggiare: insomma, ho sempre pensato che ventiquattro ore al giorno siano troppo poche.

C’è un aspetto di te che il pubblico non conosce e che ti piacerebbe emergesse?
Penso di condire abbondantemente i miei personaggi con un po’ di Francesca, quindi mentre io racconto loro, loro raccontano ogni volta qualcosa di me. Anzi, a volte me la fanno addirittura scoprire.

Progetti futuri?
Ci sono diverse cose che bollono in pentola, per la prossima stagione ma è sempre meglio mantenere il segreto, almeno per ora.

Sogni nel cassetto?
Avendo fatto ultimamente tanto teatro, spero che arrivi qualche progetto importante anche legato al cinema. Spero di incontrare nel mio cammino, ad esempio, un regista come Paolo Virzì, che mi piace molto. Oppure, perché no, tuffandomi anche fuori dall’Italia, e sognando ad occhi aperti, mi piacerebbe molto lavorare con un regista come Fatih Akin.