Le primavere arabe? Un totale fallimento. Il pensiero arabo? Rimasto fermo al medioevo: dogmatico e prigioniero di una mentalità tribale. L’islam? Ieri come oggi è caratterizzato dalla violenza delle guerre e delle conquiste. Il Corano? Un testo estremamente violento. A dirlo non è un islamfobo razzista. Ma uno tra i maggiori poeti e intellettuali arabi, il siriano Adonis, più volte candidato al Nobel. Forse è il caso di ascoltarlo e leggere il suo libro: “Violenza e islam” (Guanda)
LE INTERVISTE OFF
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LA RETE DI #CULTURAIDENTITÀ
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INIMITABILI. Ettore Petrolini, la maschera di un’epoca
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Pasolini, il “Corsaro” contro il Palazzo si accende su Rai3
Edoardo Sylos Labini racconta Pier Paolo Pasolini nella serie "Inimitabili" su Rai3. Il ritratto del poeta corsaro tra Casarsa, Roma e l'Idroscalo di Ostia
Alida Valli, la “fidanzata degli italiani” nel nuovo numero di CulturaIdentità
CulturaIdentità celebra Alida Valli a 20 anni dalla scomparsa. Un viaggio tra cinema, il caso Montesi e il legame con Pola nel nuovo numero in edicola.














Un autore coraggioso, un recensore franco, un tema sempre attuale.
Non è strana se si legge la storia dell’Islam. Nel XI secolo hanno chiuso il pensiero critico ( la porta della conoscenza) stabilendo che tutto ciò che serve all’uomo è nel corano e ciò che non è scritto è falso. Non per nulla dei dotti teologi musulmani continuano ad affermare che la terra è piatta. Il risultato lo vediamo tutti i giorni. Il loro apporto nel progresso umano è inesistente e sono i principali autori di tutte le guerre odierne. Checché ne dicano i buonoidi de sinistra.
In effetti la osa è molo strana. L’Islam dei primi secoli era ben diverso da quello attuale. Intanto era permissivo e non esclusivo. Voglio dire che permetteva anche a chi non professava l’islamismo di vivere tranquillamente nei territori da poco occupati. E poi era composto da studiosi molto curiosi nel senso che erano sempre alla ricerca di verità anche scientifiche. Molti risultati occidentali, specie nel campo della chimica, si devono a studiosi arabi( in senso generico, non etnico). Poi si sono fermati, Non sono più andati avanti. Forse il problema sta nella struttura stessa dell’Islam: quando si ha a che fare con un Dio che richiede l’assoluta sottomissione, si perde, in un cero senso, la gioia di vivere e di scoprire sempre più cose nuove!!!
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