Raccontare la vita uno “snapshot” alla volta

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Presso lo Spazio Meme di Carpi è in corso “Snapshots“, mostra di Dario Molinaro e Miss Goffetown, a cura di Francesca Pergreffi (fino al 20 febbraio 2016  via Giordano Bruno 4, Carpi ). “Snapshots” riunisce una selezione dei lavori su tela e su carta dei due artisti, alcuni inediti ed alcuni eseguiti a quattro mani. Le pareti espositive si trasformano nelle pagine di un diario che racchiude le istantanee/ snapshots intime dei due artisti. Scene di vita, frammenti privati, incontri letterari, frame di film vengono catturate da Molinaro e Miss Goffetown e tradotti in scatti pittorici. I due artisti partendo da percorsi e stili apparentemente differenti, s’incontrano e s’intersecano per raccontarci una visione ironica, sprezzante, a tratti forse inquietante, del mondo che li e ci circonda. “Snapshots” è una proiezione fulminea della vita, se non tutta di una parte. Snapshots/istantanee, nel duplice senso di: frammenti personali, come scene di vita, incontri letterari, trame di film… e di visione fulminea!

Miss Goffetown è Fulvia Monguzzi . Laureata in scultura (ma la terza dimensione l’appesantisce); disegna, pittura, ritaglia, incolla ma non spolvera. Collabora con riviste, partecipa a collettive presenzia ad inaugurazioni come sostenitrice di pareti, muri o angoli.

Nell’ opera di Fulvia Monguzzi, ci  sono inquadrature composte da forme essenziali dalle linee accennate, che fanno emergere il soggetto in maniera quasi caricaturale. I colori delle composizioni sono fluidi ed incisivi, dai toni agri. L’accentuazione di alcuni tratti del soggetto e l’acquosità del colore infondono un’idea di immediatezza. Sono scatti che arrivano velocemente al nocciolo della visione; il resto può essere tralasciato. Nell’espressione artistica di Miss Goffetown traspare nitida l’esigenza della sintesi che rimane ancorata alle forme e alla tendenza al grottesco: “Tendo alla sintesi per l’immediatezza e tento di non abbandonarmi troppo ad astrattismi perché mi piace dare un senso di narrazione, anche se distorto”.

Dario Molinaro, invece, nato a Foggia nel 1985, vive e lavora a Milano. Varie le mostre collettive recenti, tra cui ricordiamo: “Some Velvet Drawings” a cura di E. Comuzzi in collaborazione con A. Bruciati, presso l’ ArtVerona | Art Project Fair di Verona; “La bellezza fa 40“, al Castello Carlo V di Lecce, “Darkkammer“, a cura di R. Vanali, “L’Arte che aiuta i bambini”, a cura di I. Quaroni, presso lo Spazio Eventiquattro Gruppo Il Sole 24 Ore di Milano. L’ultima personale è del Febbraio 2015: “ogni dente ha un suo odore“, alla Galleria d’Arte Contemporanea “Nuvole Arte”.

“I  tuoi soggetti sono frammenti personali, potremmo sottotitolare la mostra Short Stories… me ne vuoi parlare?”

“Amavo ogni cosa della vita e non avevo che questo bianco taccuino sotto il sole” diceva Sandro Penna. Bene, a me piace raccontare e comunicare un messaggio preciso e il mio modo di esprimermi è questo”

Ecco un approccio mediale intorno alla pittura di due artisti in cui si privilegiavano anche gli spunti fumettistici, illustrativi e in qualche modo ludici, ma anche un lavoro  purissimo nei confronti del mezzo pittura, l’unico praticabile, l’unico che garantisce il riscatto finale alle immagini non sottoponibili a un consumo rapido né a consunzione immediata. Funziona il metodo di indagine che risulta inserito in pieno nel dibattito di una più vasta contemporaneità: come in altri Paesi anche in Italia si sono sviluppati parallelamente gli interessi per la pittura e per la fotografia in quanto strumenti capaci di catturare stimoli dal reale e di trasfigurarli anche sovvertendo l’ordine e la logica.