Evola e il cammino di un maestro sulfureo

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La premessa è inevitabile: è un cattivo maestro. Quanto di esecrabile si possa dire di un uomo su di lui è stato detto, politicamente parlando.

Caspar von Schrenck-Notzing, Ritratto di Julius Evola
Caspar von Schrenck-Notzing, Ritratto di Julius Evola

Quindi non perdiamo tempo. Limitiamoci a ricordare che, ispiratore della destra nel dopoguerra, al tempo di Mussolini – che lo stimava – non fu mai iscritto al partito fascista. Lui è Julius Evola e solo a pronunciarne il nome si sprigiona un che di sulfureo. Lasciamo stare il processo per apologia di fascismo da cui uscì assolto con formula piena nel ‘51.
Sorvoliamo sull’incidente subito durante i bombardamenti di Vienna, che lo condanna alla paralisi degli arti inferiori. Non perdiamo tempo con la sua misteriosa biografia: il barone siciliano non amava pubblicizzare la sua vita privata, della quale per fortuna si sa poco.

Per fortuna perché di Evola anziché blaterare pieni di pregiudizi è meglio leggere i libri, pubblicati con successo dagli anni Settanta dalle Edizioni Mediterranee di Roma. Con successo perché Julius Evola è uno dei pochi pensatori italiani conosciuti in tutto il mondo. La sua opera vende e a leggerla si capisce bene perché: Evola è un filosofo atipico, un vate della tradizione e un raffinato esegeta della mistica orientale. Non si occupa di politica né di questioni contingenti. E’ uno che vola alto. Ora le Edizioni Mediterranee nella collana Opere di Julius Evola curata da Gianfranco de Turris hanno ristampato la sua autobiografia, Il cammino del cinabro (pp. 440, euro 32,50) con un’introduzione di Geminello Alvi, documenti e foto inedite.

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Julius Evola, Il cammino del cinabro, Edizioni mediterranee, 2015

Un libro accessibile che è una sorta di esegesi dell’opera e del pensiero multiformi di un talento meridionale in verità del tutto mittleuropeo. Nato e cresciuto a Roma da una famiglia di antica aristocrazia palermitana, Evola si trova meglio nei circoli intellettuali viennesi e berlinesi. Nel dopoguerra traduce Bachofen e Spengler per Longanesi. Era amico di un altro angelo nero, René Guénon, ma anche di un genio universalmente riconosciuto come Tristan Tzara. Pittore dadaista di spessore, è stato un ottimo astrattista. Ma il meglio lo ha dato nei libri. Partendo dal Cammino del Cinabro è facile seguire in ordine cronologico e di maturazione il suo viaggio nei fondamenti mondiali dello spirito.

Suo capolavoro è La rivolta contro il mondo moderno, da lui definita: “la denuncia del carattere regressivo del mondo e della civiltà moderna”. A elencare le sue opere ci si dilungherebbe troppo. Basti dire che, estraneo per indole al cattolicesimo, si è occupato di buddismo, tantrismo, esoterismo e ovviamente di filosofia, occidentale e orientale, sempre da una prospettiva originale e del tutto autonoma. Uno dei pochi italiani del Novecento dalla personalità internazionale. Un aggettivo che lo farebbe rabbrividire, fedele alla tradizione e com’era. Ma tant’è: da postumi a volte si assume un aspetto diverso da ciò che si è stati.

1 commento

  1. Brava; è quasi impossibile trovare una presentazione obbiettiva di Julius Evola che è stato il MAESTRO della mia vita. Grazie.

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