Marcello Vandelli: Schifano, la scuola pop romana e molti sogni

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Veduta della mostra

Sartre diceva che essenza ed esistenza coincidono: in soldoni, tu sei ciò che fai. Nietzsche da par suo ci insegnava a “diventare quel che si è”, ma…l’essenza è la stessa.

Lo sa bene l’artista Marcello Vandelli, che a Roma a Palazzo Velli dal 27 febbraio ci presenta L’Apparenza e l’Essenza, personale a cura di ArtNow media con testo critico di Angelo Crespi e forte di ben 40 opere di grande formato che rappresentano un po’ una retrospettiva – rigorosamente in vita! Una vita vissuta, quella di Vandelli, intimamente connessa al rapporto arte/vita degli scrittori e degli artisti dell’età romantica, ma attualizzato al nostro secolo.

C’è molto Schifano e c’è la Scuola Pop romana, in questo percorso espositivo dove incappiamo in una lunga teoria ricorsiva di silhouette ora colme di nero impenetrabile come un’ombra, ora affogate in un bianco fantasmatico, talaltra pregne di colore uniforme, quasi sussistenti su sfondi fluttuanti à la Chagall.

Vandelli artista visionario? Certamente, ma più che al fauvismo padano di un Ligabue (Vandelli è nato a Modena), pensiamo al figurativismo fantastico di quell’Osvaldo Licini con le sue “Amalassunte”, figurazioni dai densi richiami onirici e misteriosi. E allora, “che un vento di follia totale [lo] sollevi”, il nostro Marcello Vandelli

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Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista. Laurea in Filosofia. Coordinatore di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale e presso CulturaIdentità (RG Produzioni, Milano). Scrivo di macchine e moto su Drive'n'Ride. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e di cui una copia è conservata al Centre Pompidou di Parigi. Attualmente sono conservatore della Biblioteca della casa-museo Fondazione Giancarlo Sangregorio di Sesto Calende (Varese). Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/