Carlo Taormina: “Se sono un grande avvocato…lo devo a mia moglie!”

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Carlo Taormina: "Se sono diventato un grande avvocato lo devo...a mia moglie!"

Carlo Taormina, avvocato di Pamela Prati fino a poco fa, a “Un Giorno da Pecora”, su Rai Radio1, ha raccontato il suo punto di vista sulla delicata vicenda del matrimonio, vero o presunto, della showgirl con Mark Caltagirone (Pamela Prati a “Verissimo” ha ammesso che Mark Caltagirone non è mai esistito, aggiungendo di aver paura perché non sa chi ci sia dietro a quella che ormai sembra diventata una vera e propria soap opera all’italiana, fonte AdnKronos). “Ho rinunciato al mio mandato perché vedo tanta confusione, tante chiacchiere e supposizioni, cose intricate e non sempre chiare”. E se lo dice lui. Vi proponiamo la bella intervista che il grande avvocato concesse al nostro Marco Lomonaco il 19 settembre 2018, scoprendo quanto sia attualissima …(Redazione).

Carlo Taormina, 77 anni, avvocato di fama nazionale, docente universitario, per anni facente parte della “tavola rotonda” del Cav.  

Professore, se dovesse cercare tra gli innumerevoli casi che ha affrontato nella sua carriera, saprebbe indicarcene uno che l’ha particolarmente impegnata?

Trovarne uno così su due piedi è complicato, avendo io affrontato nella mia carriera moltissimi casi, anche molto impegnativi. Dovendone però indicare uno in particolare, posso dire che la vicenda di Cogne è stata certamente importante non solo per la mia attività professionale, ma anche perché ha rappresentato nel nostro paese un’autentica svolta metodologica nell’affrontare casi di questo tipo. Come sa il contraddittorio si è svolto anche e soprattutto nell’arena televisiva, ed è stata per me e per tutti coloro che hanno seguito la vicenda una dura prova. Il contraddittorio mediatico e quello giudiziario si sono infatti incrociati, andando anche a influenzarsi a vicenda; il dispendio di energie da parte mia fu molto grande, ma mi permise di spingermi verso una sperimentazione di tecniche che altrimenti forse non avrei mai utilizzato. Il risultato finale del processo è stato, nei limiti del possibile, apprezzabile, dato che la mamma di Samuele non ha subito una pena così pesante come si poteva prefigurare inizialmente.

Lei continua a difendere Annamaria Franzoni?

No, io non difendo lei. Difendo la sua innocenza. Ci sono state incongruenze nella costruzione dell’accusa e a mio avviso errori dal punto di vista della presentazione delle prove; è stata una débâcle giudiziaria in un certo senso. Come dicevo, un processo di innovazione metodologica che, mi perdoni l’arroganza, non molti forse sarebbero stati in grado di affrontare.

Come vede questa intesa Lega – 5 Stelle al governo del paese? [l’intervista è stata fatta il 19 settembre 2018, n.d.r.]

Faccio una premessa. Mi piace molto Salvini e sono perfino pronto ad offrire lui il nome che coniai anni fa come sintesi delle destre italiane. Il nome di Lega Italia, qualora il segretario voglia cambiare nome al partito, potrebbe essere il nominativo che fa al caso suo.

Per quanto riguarda il governo quindi, le posso dire che ne sono soddisfatto, essendo espressione di ciò che il popolo ha voluto e indicato per il paese alle urne. Penso inoltre che questa compagine di governo possa andare verso il completamento della legislatura, fermo restando ovviamente che Salvini non si lasci ingolosire dai sondaggi e non scelga di far cadere il tutto per puntare alla premiership.

Un suo commento su questa vicenda di Salvini indagato [l’intervista è stata fatta il 19 settembre 2018, n.d.r.].

Il procuratore Patronaggio è stato già contestato dal Tribunale di Palermo, il quale ha messo in dubbio e fatto vacillare alcune imputazioni di reato nei confronti del Ministro dell’Interno. Inoltre tutta questa situazione è caratterizzata a mio giudizio da una volontà di mettersi in mostra assolutamente inadeguata da parte dello stesso procuratore di Agrigento. Ancora penso a quella sceneggiata sulla Diciotti dove è voluto salire a bordo per verificare le condizioni dei migranti, situazione che per altro era già sotto il pieno controllo del Viminale: non ho capito a cosa servisse quella visita se non a mettersi in luce ed esibirsi sulla scena nazionale. Credo quindi che abbia formulato imputazioni sbagliate, oltre ad aver agito in modo approssimativo e incoerente.

Spostiamoci a sinistra. Il consenso come lei ben sa va e viene: per Renzi c’è possibilità che ritorni?

Non credo proprio! E’ un uomo arrogante e pieno di sé e il corso degli eventi ha voluto che cadesse dallo scranno più alto del governo. Francamente non credo che nel suo caso gli italiani acconsentiranno a fornirgli una seconda possibilità.

Lei che ha avuto una carriera brillante, che immagino costellata di episodi significativi, ci vuole raccontare un episodio OFF che le ha permesso di svoltare e in qualche modo le ha cambiato la vita. Qualcosa che non ha mai raccontato a nessuno.

Il mio episodio OFF è stato l’incontro con mia moglie: nessuno come lei ha saputo aiutarmi a dare una priorità agli obiettivi della mia vita, ad identificarli e a perseguirli con successo. Mai avrei mai pensato di diventare un grande avvocato. Non ho mai raccontato quanto lei sia stata importante in questo senso.

E un altro incontro significativo della sua vita qual è stato?

L’altro incontro che mi ha stravolto la vita, consentendomi di fare esperienze umane e professionali straordinarie, è stato quello con Silvio Berlusconi. Una persona del quale ho sempre apprezzato la moralità, la generosità, il coraggio e la capacità di migliorare le persone che ha accanto. Il Presidente, dal nostro incontro, mi è stato vicino per anni, accompagnandomi in tanti momenti importanti della mia vita. Ora posso dirle questo: nonostante io ne sia lontano ormai da anni, ancora continuo a riconoscerne il grande fascino e le grandi capacità.