Aiuta i terremotati ma gli mandano l’avviso di …

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Norcia ilGiornaleOFF

Norcia è uno dei tanti esempi di quello che viene definito il nostro “petrolio”: la cultura. Una risorsa che non solo non viene mai adeguatamente valorizzata abbastanza, ma “violentata” talvolta anche dalla Natura. Un accidente cui i volenterosi pongono rimedio subito. Se non trovassero chi gli mette il bastone fra le ruote…(Redazione)

Fate presto“. Questo grido di esortazione con cui il Mattino di Napoli la mattina del 26 novembre 1980 enfatizzava la descrizione della catastrofe del terremoto dell’Irpinia riecheggia nella mente e nei cuori degli amministratori del comune di Norcia colpita dal sisma in questi momenti di grande emergenza.

“Fate presto”: e questi eroi, delle istituzioni e della società civile, si sono dati subito da fare, autorizzando in questi giorni ad Ancarano, frazione di Norcia, la costruzione di una struttura polivalente che in momenti di emergenza (appunto) diventa luogo di protezione civile, con l’obiettivo della ricostruzione di un tessuto sociale di una zona molto colpita dal sisma, dove i cittadini sono ubicati in alloggi di fortuna.

Se devi fare presto e l’emergenza lo impone, non procedi per le vie ordinarie: scegli la strada che ritieni migliore. E vieni raggiunto da un avviso di garanzia, emesso dalla procura della Repubblica di Spoleto: è quanto accaduto a Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, reo di aver autorizzato con procedure di emergenza la realizzazione di questo centro polifunzionale nella frazione di Ancarano, ora sotto sequestro.

«Noi abbiamo completato il villaggio delle soluzioni abitative di emergenze e dato l’ok per la realizzazione di questa struttura polivalente, realizzata grazie al contributo della Fondazione MetalSistem di Antonello Briosi», ci dice Pina Perla, assessore ai servizi sociali e culturali e affari generali del Comune di Norcia.

«Ci siamo preoccupati di mantenere il tessuto sociale saldo nel nostro territorio e in quest’ottica abbiamo autorizzato la costruzione del centro attraverso l’ordinanza della Protezione Civile. La costruzione è quasi completata, manca solo il tetto. E, col rischio neve, incombente, rischia di rovinarsi completamente».

Ma cosa vi contesta la Procura di Spoleto? «Non ha ravvisato l’urgenza: pertanto ci viene contestato il fatto di non aver seguito la procedura ordinaria». Hai voglia, con i tempi della burocrazia, fra carte che devono essere firmate e controfirmate…«Noi avevamo previsto di usare i fondi degli sms solidali per creare altri centri di aggregazione, sia in emergenza che in tempo di pace, per tener salda la popolazione ed evitare la deantropizzazione del territorio», prosegue l’assessore. «Abbiamo lavorato incessantemente per dare assistenza immediata e garantire alla gente la possibilità di continuare a vivere nei nostri bellisssimi territori. Ci chiedono di fare presto e poi ci dicono che dobbiamo agire nell’ordinario: noi pensavamo di aver scelto la strada migliore, ci dicano come dobbiamo procedere così ci regoliamo“.

Intanto per un vizio di procedura il cantiere è ora sotto sequestro: il sindaco ricostruisce Norcia alla svelta e la Procura lo indaga, col risultato che ora questo scandalo sta avendo una grande risonanza nazionale e bipartisan.

3 Commenti

  1. C`e’ un paese in Istria che al tempo dell`Italia, si chiamava Ancaran in dialetto nostro, e’ senz`altro Ancarano in italiano. E’ una coincidenza oppure hanno qualcosa in comune i due paesi? Mi piacerebbe saperne di piu’. Se qualcuno mi potesse dir qualcosa GRAZIE! [email protected]

  2. sin dal 1945, anche io ero bambino, ma i nemici di allora erano ben altre cosa ,oggi quelli amici di allora sono gli attuali nemici, per cui hai ragione , sparagli e fuggi , tanto sanno che e´nel loro stile

  3. Quando ero bambino durante la guerra mi era stato insegnato dai partigiani che il nemico va ucciso sparandogli alle spalle senza farsi vedere. Penso spesso a questo insegnamento mai accettato ma ultimamente forse credo avessero ragione. Di nemici oggi ne abbiamo tanti. Cosa fare???? gio

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