Liberarsi attraverso la tradizione. Ritrovarsi, raggiungersi e raggiungere. In una dimensione di palingenesi sonora ed emotiva tutta calabrese. Ecco gli AlmaFolk. Custodiscono parole, poesia, balli e deliri. Sostanze che caratterizzano l’innovativo collettivo sonoro originario di Guardavalle (Catanzaro), in un mix assoluto tra vecchio e nuovo. Un impeto interiore di folk, amore per la propria terra e di empatia con il pubblico, per dare voce all’intensa brama di sogno di ognuno, guardando ed andando sempre avanti, con il sapore originario della memoria.
E così ecco fondersi storia, tecnica e fantasia popolare con il disco “Volamu li vesti”, progetto di libertà danzante. L’album è targato Alma Folk – Kis – CNI Unite, prodotto da Domenico Sisto e Paolo Dossena, storico produttore della Compagnia Nuove Indye. Nove brani dal ritmo trascinante che danno vita ad un divenire di conquista che non lascia spazio allo smarrimento ma all’abbandono, ovvero all’estasi della tradizione, in tutte le sue sfaccettature, nella vita, in quella già vissuta ed in quella che è da vivere. Nunzio Coscia (voce e percussioni), Rocco Montepaone (basso elettrico), Alessandro Carnà (chitarra acustica e battente), Rocco Timpano (organetto e lira), Marica Morello (violino), Domenico Caporale (chitarra, pipita e voce), Caterina Coscia (balli), Luca Timpano (chitarra battente) e Roberto De Angelis hanno creato un unicum. In tanti hanno lavorato per la realizzazione del disco. Condivisione, unione e testi di spessore, nei quali è racchiusa l’anima dei componenti del gruppo. Emozioni firmate Panetta, Coscia, Rullo e Guido in cui è palpabile un fare sognante.
C’è tutto un mondo negli AlmaFolk. Ci sono le radici, c’è l’amore, c’è il mito, il suono e la parola. E’ amore il brivido che deriva dalla loro straordinarietà, che abita nella loro unicità. Un’autenticità capace di riconsegnare ad ognuno le proprie emozioni, come se fossero ancora segregate in uno scrigno prezioso che però, gli Alma Folk, aiutano a schiudere. Tutto questo nel segno dell’inedito, per superare l’oggettivo orrore quotidiano, quello correlato dal cinismo, dai pregiudizi, dal deserto emotivo e dal conformismo, per dare spazio solo alla pienezza passionale, quella che accarezza l’anima e che trascina come un’idea di avvenire e di sole nascente. Un’idea che non muore mai, come la musica popolare calabrese, che ritorna e si reinventa, con la musica degli Alma Folk.













