La Jail music dei Presi per Caso.

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‘Fuori’, per rompere il muro tra la società dei carcerati e quella dei liberi.

di Antonio Sergi

Germogliata dentro il carcere di Rebibbia sul finire degli anni ‘90, la band dei ‘Presi per Caso’ continua a stupire, attraverso canzoni, concerti, spettacoli teatrali documentati e appassionanti, raccontando e facendo vivere la realtà penitenziaria anche a chi sta fuori. Grazie all’inventiva e alla fantasia il gruppo di detenuti (ed ex) è diventato un ponte tra il dentro e il fuori dalla prigione.
Salvatore Ferraro, membro fondatore, autore e compositore di tutti i pezzi, è riuscito a costruire un modello preso ad esempio anche all’estero, basti pensare agli spettacoli musicali ‘Radiobugliolo’ (quest’anno compie dieci anni, sarebbe bello tornasse in scena), ‘Delinquenti’ e ‘Recidivo Recital’ oppure agli esiti positivi dei cd ‘Presi Per Caso’, ‘Delinquenti’ e ‘Senza passare dal via’.

Adesso, nuovo progetto discografico: ‘Fuori’, un “permesso premio”, un “disco a puntate”, un dono trascinante ovvero “comunicare il carcere in forma artistica per rompere il muro tra società dei carcerati e quella dei liberi” per andare incontro allo stupore dei cinici e vincere con il sorriso l’altrui indifferenza in stile ‘Jail-music’. “Un misto di generi diversi che parte dal blues, incontra il rock con sapori swing misti a cabaret e poi folk fino ad arrivare al punk”.

La band può vantare numerose collaborazioni di spessore, mentre i componenti attuali dei Presi per Caso, oltre a Ferraro alla tastiera, chitarra e ukulele, sono Marco Nasini e Giampiero Pellegrini (voce), Stefano Bracci (basso elettrico), Claudio Bracci (chitarra elettrica), Andrea Pietravalle (chitarra “Jazz tyle”) e Andrea Gianangeli (batteria).

“Per produrre questo disco” racconta Ferraro, “abbiamo utilizzato il crowfunding” e grazie a Musicraiser in soli 60 giorni, grazie a tutta la gente che si è mobilitata, siamo riusciti a ottenere i fondi necessari per realizzarlo”. Tra ironia, autoironia, consapevolezza e amarezza, il gruppo è sempre in movimento. Un progetto artistico-musicale, teatrale, aperto a tutti e capace di coinvolgere con tratti disarmanti perché genuini e di puro respiro. Tinte musicali soffuse che sovente lasciano il posto a tratti sonori più netti e decisi come ad ammantare le paure e i drammi di chi non ha la possibilità di far sentire la propria voce. Quelle dei ‘Presi per caso’, sono eleganti battaglie civili, insomma, il cui sacrificio si trasforma in cristallina atmosfera sognante e di speranza, immagine di conforto ed avvenire, dal suono fiammante che diviene certezza. Riparo, calore, slancio interiore che riconduce alle ragioni di un amore universale, in fondo nello spirito rock sin dalle suo origini.