Il folk rock della band valdostana che incide con il cantautore
di Antonio Lodetti
L’Orage è una band molto particolare, un collettivo che parte dalle radici folk della Val d’Aosta e arriva a una perfetta sintesi di folk rock autarchico e spumeggiante. «La maggior parte dei gruppi si ispira al folk rock americano – dice il chitarrista e cantante Alberto Visconti – noi alla musica popolare europea partendo dalla Val d’Aosta che è la nostra culla. La nostra ricerca si estende su territori antichi e favolosi, un po’ come facevano un tempo i Traffic e i Malicorne».
La band, legatissima alle sue radici, nasce da artisti molto diversi tra loro. Visconti è un amante della musica d’autore, i fratelli Boniface fanno parte con i genitori del gruppo popolare Trouveur Valdotèn, la sezione ritmica è di derivazione hard rock e ben si fonde con la ghironda, l’organetto diatonico, il violino creando un repertorio originale che esplode nel nuovo album L’età dell’oro con la collaborazione di Francesco De Gregori. «Lo scorso giugno abbiamo vinto il premio Musicultura a Macerata. In giuria c’era De Gregori che è uno dei miei idoli – ricorda Visconti – e sono andato subito a stringergli la mano. Ci disse che in agosto avrebbe suonato dalle nostre parti e lo abbiamo invitato a un nostro concerto dove s’è divertito molto. Lo abbiamo sfidato sul suo campo, invitandolo a stravolgere le canzoni e improvvisando».
Testimonianza dell’incontro è il brano La teoria del veggente inserito nell’ultimo cd. Intanto schiacciano l’acceleratore sull’attività dal vivo, guardano al mercato estero e a progetti sempre più ambiziosi. «Ai nostri concerti vengono spesso ballerini di ‘Scottish’, così vogliamo far musica per divertire la gente.« L’Orage (il temporale) prende nome da un brano di Brassens, il padre dei cantautori i cui pezzi erano tutti ballabili».
Intanto preparano un nuovo album: «In sala prove stiamo già provando il nuovo materiale e vogliamo suonare dal vivo sempre di più, guardando anche all’estero, soprattutto al mercato francese che è qui a due passi». Sono distribuiti da una major come la Sony ma hanno creato una società per rimanere indipendenti. In Valle d’Aosta sono famosi («dalle nostre parti, del primo album Come una festa abbiamo venduto di botto 4.500 copie») ma ora puntano in alto. «Ci piacerebbe lavorare ancora con De Gregori, con Yann Tiersen o con Paolo Rossi ma non ci montiamo la testa, lavoriamo molto sul nostro territorio». Il mese prossimo infatti parteciperanno al Festival del Noir di Courmayeur e periodicamente organizzano dei trekking musicali suonando nei rifugi.












