Alina Person: “La mia arte contro la violenza sulle donne”

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IMG_4047Il prossimo 8 giugno sarà in scena al Brancaccino di Roma, nelle vesti di ballerina, in “Viola non è il mio nome”, uno spettacolo-denuncia sulla violenza nei confronti delle donne. Alina Person, che ha lavorato anche come attrice per Paolo Sorrentino e che continua a spopolare sul web con “Secsi”, divertenti gag con Simone Gallo sulle problematiche della coppia, si racconta in esclusiva a Off.

Alina, come nasce la tua passione per lo spettacolo?
La prima volta che mi sono avvicinata al mondo dell’arte è stata all’età di 6 anni, quando vedevo mia nonna dipingere e mi divertivo con i suoi pennelli. Sono cresciuta nell’odore dei semi di lino e dei colori ad olio. Poi all’età di undici anni ho iniziato a ballare e non ho più smesso. A 25 anni mi sono diplomata al M.A.S Music Arts & Show di Milano, dove mi sono anche avvicinata al meraviglioso mondo della recitazione, che mi è entrato nelle vene e non riesco più a farne a meno. Come attrice ho lavorato in alcuni spettacoli teatrali, i più recenti I Menecmi o commedia degli errori” e “Boccaccio”, alcuni spot programmi tv, Real Time e Disney Channel. Ho avuto anche l’onore di lavorare un paio di volte come ballerina per Paolo Sorrentino, sia nello spot Missoni dello scorso anno che nel suo ultimo cortometraggio “Killer in red” della campari. Da un paio di anni ho sperimentato insieme a Simone Gallo una nuova avventura che è quella del web, con una pagina intitolata “Secsi”, dove il pubblico può trovare una serie di divertenti sketch incentrato sulle problematiche di coppia. È una strada tutta in salita, stiamo avendo sempre più follower e c’è anche la previsione di alcuni lavori dei quali non posso ancora dire nulla. Con alcuni video abbiamo raggiunto i 5 milioni di visualizzazioni.

Quando ti sei resa conto di quale fosse la strada giusta da percorrere?
La strada professionale giusta da intraprendere credo di averla sempre saputa, ma effettivamente l’ho intrapresa quando a 23 anni ho mollato università e famiglia per buttarmi a capofitto nell’arte.

Quando, invece, ti sei resa conto che la tua passione stava per trasformarsi in lavoro?
Ho sempre voluto fare della mia arte il mio lavoro, e a poco a poco ci sto riuscendo, facendomi posto in questo mondo difficile ma meraviglioso.

La soddisfazione più grande finora ottenuta?
La soddisfazione più grande è stata quella di lavorare con Paolo Sorrentino.

E la delusione?
Le delusioni sono le persone che ti promettono lavoro e poi spariscono, ma questo lo si riscontra nella vita in generale purtroppo, non solo nel nostro ambito.

Oggi a chi senti di dover dire grazie?
Sarò grata per tutta la vita a mia madre per avermi portata in Italia e per aver rinunciato alla sua giovinezza e magari anche ai suoi sogni pur di offrire un futuro migliore a me, spero di non deluderla mai.

Nei momenti più difficili, chi o cosa ti ha dato la forza per andare avanti?
La forza l’ho trovata proprio nella mia passione, anche se spesso è stata proprio lei la causa di questi momenti, perchè le delusioni sono tante, ma poi quando pensi alle emozioni e ai brividi che ti attraversano la schiena quando sei su un palco o davanti ad una telecamera, tutti i dubbi svaniscono e capisci che vale tutto l’oro del mondo e che basta un’unica gioia per cancellare mille dubbi, mille incertezze e tutte le delusioni passate.

Nella vita di tutti i giorni, quando non lavori, come trascorri il tuo tempo libero?
Cerco sempre di restare impegnata, sia con la mente che fisicamente, con altri lavori sempre nell’ambito artistico: gestisco un’accademia insieme a Claudio Insegno e a Simone Gallo e oltre alla parte amministrativa mi sono occupata di creare e modificare i costumi per gli spettacoli sia del corso dei grandi che dei piccini, al quale insegno anche coreografie e fai da te, perchè quando mi fermo sono perduta.

Progetti futuri?
Ci sono un bel po’ di progetti all’orizzonte, di cui non posso ancora sbilanciarmi per scaramanzia. Altri, invece, spero di poterli realizzare al più presto. Tra questi, uno spettacolo teatrale che si ispira ai video di “Secsi” che faccio sul web. Un giorno mi piacerebbe scrivere un libro sulla mia vita è prima o poi ce la faró. Il traguardo professionale più importante, a cui sto puntando, è il cinema.

Dulcis in fundo: il tuo prossimo impegno teatrale si concretizzerà qualche giorno…
Come ballerina saró in scena l’8 giugno al Brancaccino con “Viola non è il mio nome”, uno spettacolo che parla della violenza sulle donne, tratto dal libro di Alberto Bottacchiari con adattamento scenico di Sergio Iovane e Cinzia Scaglione.