La poetessa pop che sogna di cantare negli stadi

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Lo scorso agosto si è aggiudicata la vittoria della 58esima edizione del Festival di Castrocaro. Dopo pochi mesi, a gennaio, ha pubblicato per Viola Editrice il suo primo libro di poesie, In rima col cuore. Ora, in questo momento della sua carriera, Dalise si sente «in continuo cambiamento ed in perenne crescita ed evoluzione». Campana (è nata a Cancello Scalo, in provincia di Caserta), classe 1984, Dalise studia canto fin da bambina. «Non mi sono mai chiesta perché ho iniziato a cantare, ma a volte ho dovuto rispondere alla domanda “perché ho smesso di cantare?”. Ci sono attitudini che non puoi abbandonare perché significherebbe rinnegare se stessi e la propria natura».

Allo studio del canto accompagna quello della chitarra e, con il tempo, la curiosità e l’apertura verso generi diversi, come lei stessa racconta: «Quando ero bambina imitavo tanto Giorgia perché trovavo nella sua voce una chiarezza e una purezza invidiabile, e amavo tanto anche Anna Oxa e Mia Martini, della quale guardavo sempre le labbra quando si esibiva in tv. Poi sono diventate mie muse Celine Dion per la classe e Annie Lennox per l’estro; Freddie Mercury per il carisma e Sting per la sacralità della sua voce». Forte di questo bagaglio nel 2008 approda ad X-Factor, un’esperienza arrivata, forse, in un momento sbagliato. «Ero appena 23enne e ricordo con molta tenerezza la verginità con cui ho affrontato quei giorni di emozioni molto intense alle quali ho saputo dare una collocazione per la mia crescita artistica solo molti mesi dopo».

E’ andata decisamente meglio sul palco di Castrocaro, dove ha conquistato il primo posto con Nuvole nella testa. Il post-vittoria è stato all’altezza delle aspettative? «Avevo letto attentamente il regolamento del festival e sapevo di non dovermi aspettare colpi di scena e occasioni imperdibili dalla partecipazione. In ogni caso, ho trovato molto gratificante vincere con un brano scritto anche da me, e nonostante non ci siano state delle novità immediatamente condivise con il pubblico, devo dire che la vittoria del festival sta portando i suoi frutti». Tra questi frutti c’è un album, Sono Tutte Radio Edit, realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding online, una scelta, questa del finanziamento collettivo, condivisa da tanti artisti emergenti. E’ l’alternativa di fronte ad etichette che hanno paura di rischiare su giovani poco conosciuti? «Penso sia sicuramente una valida soluzione per cui vuole produrre musica e ci crede davvero – spiega Dalise – Io ho deciso di affidare la mia produzione al crowdfunding perché produco un genere  di musica pop che ha bisogno della grande distribuzione per essere messo in risalto come merita, e non volevo vincolarmi a condizioni e mezzi di una qualunque etichetta che avrebbe appoggiato la produzione del mio disco solo per avere degli introiti dalle edizioni. Anche io ho come obiettivo il guadagno economico, ma non è quello a muovere le mie scelte, e siccome credo davvero tanto in quello che faccio, mi impegno al massimo per trovare i collaboratori e i canali più adatti per poter valorizzare al meglio il mio disco». Un nuovo album, ma di cover, è poi quello che accompagna il suo libro di poesie, che in realtà definisce «fotografie dei miei stati d’animo, scattate alla fine di un mio percorso emotivo». 

Ma come fa a capire la dimensione migliore di ciò che mette nero su bianco? «Non scrivo mai con la consapevolezza che sia una canzone, un appunto o una poesia. Una volta che scrivo, dimentico, perché la scrittura è il momento conclusivo del mio ragionare». Il cassetto è pieno di scritti ma anche di sogni, uno su tutti quello di «cantare negli stadi». «Il canto e la musica sono per me un percorso artistico, e un percorso è per definizione senza meta. Non conosco la destinazione del mio cammino – conclude Dalise – ma avendo scelto consapevolmente questa strada so che accetterò tutto quello che verrà, perché il canto e la musica sono il filtro attraverso il quale ho deciso di conoscere il mondo. Per essere meno ermetica, però, ti confesso che a questo punto, mi sento pronta per il paese delle Meraviglie».