Janet De Nardis: “La mia carriera dalle passerelle all’università”

0

IMG_0339È un periodo ricco di novità per Janet De Nardis. A febbraio, su Sky Arte, ha condotto uno speciale sull’Art Dèco mentre da maggio la vedremo su Sky Uno nella giuria del talent-show LookMaker Academy. E mentre prepara la nuova edizione del Roma Web Fest, di cui è fondatrice e direttore artistico, tutti i martedì e i giovedì, in diretta su Radio Incontro Donna (Fm 96.8) dalle 16:00 alle 18:00, ci aspetta con il nuovo programma “Incidentalis Arte”. Non solo: il prossimo 30 aprile sarà tra i premiati della nuova edizione di Tulipani di Seta Nera, Festival Internazionale del Film Corto.

Janet, partiamo dal programma radiofonico che parla di arte e tecnologia. Come nasce questo format?
L’idea nasce grazie all’incontro con Michelle Marie Castiello, editore di Radio Incontro Donna, che grazie a Moreno Amantini, showman e autore, vulcano di iniziative, mi ha voluto nella squadra della radio. Con Michelle e Moreno, valutando quelle che sono le mie conoscenze nel campo dell’arte e del digitale, abbiamo deciso di trasformare un format tradizionale dedicato all’arte classica in un progetto di ricerca delle nuove tendenze legate alla tecnologia e al digitale.

Arte e tecnologia sono un binomio vincente e tu ne sai qualcosa visto che al Roma Web Fest i protagonisti sono gli artisti e le loro opere webnative. È online il bando della quinta edizione: quali saranno le novità?
Come sempre ci sono molte novità. Quest’anno il regolamento, rispetto alle web-serie, è meno rigido, dato che si sono trasformate le tendenze dei prodotti seriali webnativi e poi abbiamo aperto nuove sezioni riferite ai cortometraggi (rigorosamente webnativi) e ai viral-video che ormai tormentano le giornate di tutti i webnauti. Poi, avremo una sorpresa importante in merito all’ultima giornata del festival: ci sposteremo tutti nel fantastico mondo di Cinecittà World. Per ora non posso aggiungere altro.

A maggio ti rivedremo in onda su Sky Uno all’interno del talent LookMaker Academy di cui sei protagonista per il secondo anno. Qual è il tuo rapporto con la moda?
La mia carriera nasce nel mondo della moda. E’ stata la mia prima pelle. Ero poco più che adolescente e iniziai a viaggiare da una città all’altra, da un Paese ad un altro per calcare bellissime passerelle e innamorarmi di tessuti e tagli, di una bellezza che ha sempre accompagnato il mio modo di vedere la vita. Poi gli studi di architettura, il teatro, la musica, la tv e il giornalismo fino alla mia passione per l’universo “digitale”. E’ stato un percorso fluido che non mi ha fatto dimenticare le origini. La moda è il nostro modo di interpretare noi stessi in un dato momento, è l’espressione simbolica di come vogliamo essere percepiti o di come semplicemente siamo. Io sono sempre affascinata dalla ricerca e dall’amore che sono dietro ad ogni collezione di moda e cerco di non essere mai vittima di questo fascino, ma di usarlo come uno strumento ulteriore per migliorare alcuni aspetti della mia quotidianità.

Che importanza ha la bellezza nella tua vita?
È molto importante ma non mi riferisco alla bellezza di una donna o di un uomo, parlo dell’armonia che si cela in tutte le cose belle. Luoghi, oggetti, paesaggi e persone armoniche rendono l’esistenza migliore. Il caos insensato (non quello artistico) e il “brutto”  o disarmonico rendono peggiore quello che facciamo. Tutto è più faticoso, difficile, depressivo. Credo che prendersi cura di se stessi e delle cose che ci circondano, migliori la nostra esistenza, ma anche quella di tutti coloro che entrano in contatto con noi.

Docente a La Sapienza di Roma del primo corso in Italia di “webserie e prodotti multimediali”, come vivi l’esperienza nel campo della formazione?
Mi sento arricchita. Riesco a dedicare più tempo alla ricerca e all’apprendimento e sento che di mese in mese, di anno in anno, anche io ho più conoscenza da offrire e condividere. Adoro il contatto con gli studenti sia perché mi permettono di avere uno sguardo privilegiato su un universo lontano vent’anni da me, sia perché mi sento utile. Penso che per tanti ragazzi a cui non  riusciamo a trasmettere ciò che davvero vorremo, per altri possiamo cambiare il loro percorso, infondere fiducia, instillare il fuoco sacro per una passione o semplicemente accendere una curiosità che potrebbe essere l’inizio di una grande avventura.