Antonio Smareglia, quel ribelle wagneriano venuto dall’Istria

melodramma Antonio Smareglia Mattia Rossi Paolo Petronio
Cosa significò essere wagneriani nell’Italia del melodramma? Ne seppe qualcosa Antonio Smareglia (1854-1929), tutt’oggi un Carneade della musica, ma che la monografia di Paolo Petronio, Le opere di Antonio Smareglia (Zecchini, pagg. 348, euro 29) strappa da un oblio immeritato. Istriano, visse una condizione...

I 43 Ghiribizzi per chitarra di Niccolò Paganini

L'etichetta Stradivarius ha omaggiato quest'anno uno di questi lavori, vale a dire i 43 Ghiribizzi per chitarra, eseguiti nel disco dal musicista, insegnante, ricercatore e compositore Marcello Fantoni.

“Lo sposo burlato”: chi fu il misterioso librettista?

Entriamo subito nel cuore del problema sollevato da questo corposo studio freschissimo di stampa: chi ha scritto il libretto senza firma de Lo sposo burlato, opera del compositore barese Niccolò Piccinni del 1796? Le enciclopedie sono pressoché unanimi nell’individuare il librettista in Giovanni Battista...

Quando “trasportarono” l’opera sugli organi delle nostre chiese

Abbiamo già trattato del rapporto tra musica sacra e melodramma nell’Ottocento italiano. Tutta la musica “liturgica” (le virgolette sono d’obbligo) italiana fu musica melodrammatica: l’opera, infatti, venne “trasportata” sugli organi delle nostre chiese, che venivano addirittura costruiti il più possibile conformi alle sonorità orchestrali,...

La musica sacra ai tempi di Leonardo

La musica sacra ai tempi di Leonardo
"La musica sacra ai tempi di Leonardo" di Franchino Gaffurio (1451-1522), maestro di cappella del duomo di Milano e musicista di respiro internazionale.

Vercelli ci fa riscoprire due maestri dell’arte polifonica italiana

La Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli diretta da mons. Denis Silano ci fa riscoprire due maestri: Pietro Heredia e Marco Antonio Centorio

Nicolò Sanguinazzo, quel musicista misterioso che scriveva all’inverso

Tranquilli, se non avete mai sentito il nome di Nicolò Sanguinazzo non è grave: doveva essere un tipo singolare data la sua abitudine di firmarsi al contrario

Andrea Luchesi, o il requiem di corte

Non è propriamente un Requiem (né per struttura, né per ispirazione) quello di Andrea Luchesi (1741-1801), compositore italiano ignorato fino a pochi anni fa e attivo a Bonn come successore del nonno di Beethoven a maestro di cappella del principe Maximilian Friedrich, da poco...

“Verdi Fantasias”, fantasie per violino e pianoforte e…pittura

"Verdi Fantasias", fantasie per violino e pianoforte e...pittura
Verdi Fantasias, cd ufficiale di corredo della mostra Ottocento - L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini allestita al Museo San Domenico di Forlì fino al prossimo 16 giugno

“Nate per vincere e regnar”: il “femminista” Gioacchino Rossini

Bei tempi quelli non contaminati dal femminismo 2.0. Bei tempi anche per l’arte, soprattutto perché, avulsa dall’ideologia, favoriva un sano femminismo, la vera esaltazione della donna. Prendiamo il caso di Gioachino Rossini. In vita era uno spregiudicato dongiovanni, uno sciupafemmine totalmente anaffettivo. Ci sono testimonianze...

La bellezza, quello spaventoso “busillis” di Wolf-Ferrari

Giannotto Bastianelli, uno dei più importanti critici musicali italiani di inizio Novecento, definì Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948) un «tardo nipote di Mozart e di Cimarosa». Avulso tanto dalle avanguardie più radicali quanto dall’operismo verista italiano, Wolf-Ferrari ricercò i suoi modelli, come scrisse giustamente Bastianelli, nell’elegante...

L’impresario teatrale, il talent scout dell’800

Mattia Rossi John Rosselli melodramma impresario d’opera impresario teatrale impresario teatrale Ottocento
«I tribunali non mi spaventano». Così Donizetti concluse una lettera del 6 agosto 1833 indirizzata ad Alessandro Lanari, importante impresario teatrale dell’epoca. Il tono di quella chiusa rende piuttosto bene l’idea del mercanteggio e affarismo, rapporti talvolta tutt’altro che placidi, che esisteva tra impresario...