La mostra di Giovanni Cerri, intitolata “Tra due mondi” e curata da Vera Agosti nello Spazio Prearo di via Moneta 1 a Milano, si inserisce in quel circuito artistico che preferisce lo studio e la tenuta del mestiere alle logiche del puro intrattenimento visivo. L’esposizione si propone come un’indagine diretta, priva di scorciatoie concettuali, focalizzata sul linguaggio della tela e del pigmento.
Cerri non insegue le mode del momento, ma affronta la superficie pittorica come una linea di demarcazione temporale. Il percorso mette a fuoco una terra di nessuno: lo spazio sospeso tra l’Ante, ovvero la memoria di una figurazione solida, e il Post, l’incertezza del nostro presente.
La dialettica dei due mondi
L’immagine scelta per l’invito – un gruppo di cigni bianchi immersi in un blu profondo e solcato da colature – chiarisce la direzione della ricerca. La figurazione non è mai puramente didascalica, ma viene utilizzata come pretesto per esplorare una dimensione liminale.
La curatela di Vera Agosti organizza l’allestimento evidenziando la matericità della pittura di Cerri, attraverso una selezione di lavori operata in stretta sinergia con lo stesso editore. In mostra, la produzione recente si concentra su paesaggi urbani desolati, periferie industriali e figure umane isolate, elementi che restituiscono un senso di sospensione. Accanto a questo nucleo principale di tele note, l’esposizione presenta alcune opere inedite realizzate nell’ultimo anno, dove il linguaggio dell’autore si asciugando ulteriormente, accogliendo una sintesi cromatica e formale che accentua l’aspetto psicologico dello spazio rispetto a quello puramente descrittivo.
Il volume “Ante e post (Mundum)”
A completare l’esposizione concorre il volume monografico intitolato “Giovanni Cerri. Ante e post (Mundum)”, pubblicato nel 2026 da Prearo Editore. Si tratta di un libro di 104 pagine che raccoglie e documenta la produzione recente dell’artista, offrendo gli apparati analitici necessari a decodificarne la transizione stilistica verso campiture cromatiche sempre più dense.
La proposta nata dalla collaborazione tra Cerri, Agosti e la realtà dello Spazio Prearo offre uno spunto di riflessione sul ruolo della pittura oggi. Senza bisogno di ricorrere a proclami o a sovrastrutture teoriche eccessivamente complesse, la mostra dimostra che il quadro conserva una sua specifica forza comunicativa quando supportato da una reale padronanza tecnica e da una chiara urgenza espressiva.
Lo Spazio Prearo di via Moneta si conferma un luogo adatto a questo tipo di ricognizioni: un ambiente dove il pubblico ha la possibilità di confrontarsi con un’arte che non cerca il consenso facile, ma richiede un tempo di osservazione prolungato. Per chi desidera verificare lo stato dell’arte di una pittura contemporanea italiana che si interroga lucidamente su ciò che è stato prima e su ciò che resterà dopo, la visita alla mostra e la lettura della monografia offrono elementi di giudizio concreti e stimolanti.















