Sibari e altri sette siti in e-Archeo per diffondere la cultura della Magna Grecia

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Sibari ed altri sette siti del patrimonio culturale di fondazione etrusca, greca, fenicio-punica, indigena e romana (Egnazia in Puglia, Velia in Campania), Nora in Sardegna, Alba Fucens in Abruzzo, Cerveteri nel Lazio, l’emiliana Marzabotto e le Ville di Sirmione e Desenzano in Lombardia)  faranno parte di un progetto di valorizzazione multimediale integrato e multicanale sia sotto l’aspetto scientifico che narrativo con l’obiettivo di illustrare come la cooperazione tra enti di ricerca e imprese creative possano significare un’opportunità di divulgazione e approfondimento  culturale e scientifico per alcuni siti archeologici con un notevole potenziale narrativo ancora non pienamente espresso. Si tratta del progetto  “e-Archeo” commissionata dal ministero della Cultura ad Ales in collaborazione con alcune università italiane e con il Cnr Ispc che sarà presentato nel corso della XXIV Bmta in programma a Paestum.

Il digitale è dunque il futuro e pertanto una grande opportunità per questi siti. A sottolinearlo al GiornaleOFF, Filippo Demma, direttore del Parco archeologico di Sibari, uno dei siti più estesi ed importanti di età arcaica e classica della costa ionica e del Mediterraneo. Comprende infatti il Museo archeologico nazionale della Sibaritide, centro della civiltà degli Enotri, quello di Amendolara dove sono conservati i reperti dell’antica città e l’area del Parco del Cavallo. “Sibari è un presidio di cultura e di legalità oltre a rappresentare potenziale fattore economico. e-Archeo rappresenta pertanto una grande occasione di rilancio per questo territorio in quanto parte da una strategia di comunicazione digitale che implementerà la funzione e la capacità di rendere accessibile al grande pubblico i contenuti significativi di tutta l’area della Magna Grecia”. Demma sottolinea che la declinazione più diffusa dei compiti di un parco archeologico e di un museo è anche quello legato alla sua funzione educante e alla sua sicurezza. Sotto questo aspetto, dice che le azioni fino adesso implementate sono  di due tipi:  un’azione di tipo culturale che riguarda l’avvio di laboratori didattici rivolti alle scuole con l’adozione dei linguaggi dei più giovani. L’altro, più complesso ma non meno importante, è la messa in sicurezza dei confini del Parco e di tutto il patrimonio dell’area archeologica dalle illegalità non sanate, una criticità che si aggiunge ai dissesti idrogeologici causati dalle falde acquifere; un’operazione che si è resa concreta attraverso la definizione di un masterplan finanziato dal ministero che ha riguardato anche l’allestimento del museo “senza che l’esposizione museale chiudesse”, commenta Demma, che rassicura: “Le collezioni non saranno oscurate per i lavori, anche per il futuro il Parco continuerà a valorizzare le proprie opere con le immersioni nella memoria: ovvero, il presente che incontra il passato, l’arte contemporanea che si confronta con quella antica.

E con “e-Archeo” si aprono queste e nuove prospettive per valorizzare il sito archeologico: il modello individuato è quello multimediale integrato che apporterà anche benefici economici ai rispettivi territori oltre a rafforzare, sostengono i suoi promotori, la collaborazione pubblico-privato a sostegno dei beni culturali.