Biogas e idrogeno, con la geotermia oltre l’Enel

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Il Governo Draghi é fermo sulle rinnovabili ed in particolare presenta gli stessi problemi di programmazione e liberalizzazione dei precedenti Governi su alcune fonti di energia come la geotermia, monopolizzata da Enel e la Regione Toscana, il biogas, che potrebbe chiudere molti cicli dei rifiuti e attraverso i steam reforming essere trasformato in idrogeno verde per le acciaierie. L’Enel tiene fermi i provvedimenti del Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani attraverso i continui veti del Direttore del Dipartimento dell’energia del Ministero, Sara Romano.

L’Enel non desidera che la fonte idrogeno, pur raccomandata della Commissione Europea, occupi uno spazio importante nella trazione di treni, autovetture e mezzi commerciali di trasporto; inoltre lo stesso idrogeno potrebbe contribuire al caro bollette degli energivori e alla loro decarbonizzazione. L’Enel per fermare la produzione di idrogeno verde da biogas e il geotermoelettrico sviluppabile nelle Regioni Umbria, Lazio, Campania e Sicilia impedisce, sempre attraverso il Direttore Sara Romano, che il Decreto Ministeriale di incentivi alle fonti rinnovabile esca come concertato tra il Ministro Cingolani e le Associazioni di categoria energetiche del biogas, della geotermia zero emissioni e dell’idrogeno.

L’atteggiamento del monopolista sembra andare oltre; Diego Righini Presidente dell’Associazione Geotermia Zero Emissioni twitta nei confronti dell’amministratore delegato di Enel Francesco Starace imputandogli la responsabilità indiretta di non controllare i suoi dirigenti Enel che girano tra i Comuni e gli uffici pubblici per ostacolare i progetti energetici delle società rivali. Questo é avvenuto, aggiunge Righini, soprattutto in geotermia nei confronti degli impianti innovativi a zero emissioni di Geotermia Italia Spa a Castel Giorgio, Gesto Srl a Montenero, Svolta Geotermica Srl a Piancastagnaio. Il caso più clamoroso è quello dell’impianto richiesto a gran voce dai cittadini di Abbadia San Salvatore di Sorgenia Spa, addirittura fermato da un parere inconsistente del Ministero della Cultura di Dario Franceschini.

Il Governo Draghi a questo punto resterà ostaggio della Dirigente Sara Romano e del monopolista dell’energia elettrica, oppure si realizzerà una vera rivoluzione energetica per uscire dalla dipendenza del gas russo.

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