Nuovi percorsi esperenziali per sostituire l’idea del “vecchio museo”

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Il vecchio Museo va in pensione, c’è un nuovo pubblico della cultura che va intercettato. E’ quello dei giovani, protagonisti assoluti del presente e ideatori privilegiati di un grande bacino di consumatori e produttori della cultura del domani. La cultura non si è mai fermata. Nemmeno durante le restrizioni dovute alla pandemia da Covid. Anzi, si è impegnata per comunicarla in sicurezza e per portare un po’ di normalità tra i cittadini, sforzandosi di farlo con progetti di “solidarietà digitale” creando reti e spazi in cui la creatività giovanile ha promosso azioni di cittadinanza attiva, come la cura a distanza delle persone più anziane e più fragili, la condivisione di opere letterarie, di quiz letterari e giochi con i libri da fare in casa. Anche il vecchio Museo è cambiato: non conserva solo oggetti per esporli ma deve comunicare l’antico attraverso le tecniche informatiche digitali e virtuali perché le aspettative del pubblico, giovanile e adulto, sono cambiate.

La cultura delle nuove generazioni è il tema di un rapporto dell’Associazione Civita, presentato in occasione della Bmta di Paestum, dal segretario generale dell’Associazione, Simonetta Giordani, ed edito in collaborazione con Marsilio. Anche l’Università di Salerno ha approfondito l’argomento, focalizzando l’attenzione sull’impatto dei sociale media nella comunicazione del patrimonio artistico-culturale dei territori.

Il rapporto di Civita risponde a tre domande principali: quali sono le opportunità offerte dalla trasformazione digitale; quali gli scenari che si configurano oggi con la nuova fruizione culturale e turistica; quali sono le priorità strategiche dei nuovi operatori culturali.

Le risposte vengono date partendo da tre prospettive: quella dei Musei o dei Beni culturali in generale che puntano a un aumento della pianificazione, della specializzazione da parte dei professionisti e degli investimenti, oltre che a un maggiore stimolo dell’esperienza. Dalla prospettiva degli utenti parte invece un crescente trend di fruizione che si allarga ai siti, ai social media, alle piattaforme web. Apprezzati sono soprattutto i video, le foto, i webinar e i tour virtuali, con grande curiosità verso le tecnologie immersive. Le imprese sono invece quelle che guardano al “gaming”, realtà virtuale, realtà aumentata e realtà 3D, computer vision per contenuti personalizzati. Solo però attraverso una crescente collaborazione reciproca tra aziende tecnologiche e operatori del settore culturale sarà possibile implementare quel processo iniziato a fatica già prima che si scatenasse la pandemia, e valutare le migliori forme di innovazione su cui investire, affinché la cultura svolga un ruolo da protagonista nella creazione di una responsabilità sociale e nella proposta di un modello di sviluppo sostenibile, che sia aperto anche a nuovi pubblici.

Su quale Cultura per le nuove generazioni si sofferma anche un approfondimento del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno. Nello studio, che ha l’obiettivo di indagare le condizioni di rilancio del turismo archeologico/culturale e definire l’impatto dei social media nella comunicazione del patrimonio artistico-culturale dei territori, si sottolinea che “è necessario valorizzare i profili emergenti con attività di comunicazione customizzate per articolare alternative proposte di valore (ludico-educative) e utilizzare in maniera appropriata i social media per creare legami autentici con i visitatori, ad integrazione della formazione tradizionale”.

In linea con i due studi, Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli,  risponde che “il passo nuovo per i Musei è creare offerte esperienziali, con l’interazione per i visitatori e con il digitale”. Un indirizzo condiviso anche da Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei: “L’attuale è un momento difficile e di grande cambiamenti che erano già in atto ma che sono stati accelerati dalla pandemia che ha spinto gli operatori a puntare ancor di più su innovazione e digitale”.