Cortocircuito- Prove di collaudo come riparte la “non stagione” di Argot Studio

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Argot Studio ha riaperto le porte al pubblico di Roma presentando Cortocircuito – Prove di collaudo ad Argot Studio, con numerosi eventi in programmazione che saranno svelati durante il corso della non stagione teatrale. 

Tra le novità di quest’anno c’è che la stagione verrà svelata mese per mese: sarà possibile dunque conoscere le date, gli orari di programmazione e le informazioni seguendo i nostri canali social e il nostro sito e acquistando i biglietti e le tessere anche online, consultando di volta in volta i titoli che saranno lanciati. Quella che vi stiamo dando dunque non è che la line-up del nostro programma che sarà ulteriormente arricchita da grandi protagonisti della scena contemporanea teatrale che quest’anno tornerà ad abitare la nostra Casa Argot.

Nel programma 2021-2022 Casa Argot resterà ancora uno spazio aperto ed attraversabile in cui la Produzione Argot continuerà a sviluppare nuovi progetti, allargando e intensificando la collaborazione con Infinito Produzioni di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini e dialogando con alcune delle più importanti strutture italiane come MET – Teatro Metastasio di Prato, Spazio Tondelli – Premio Riccione, Fondazione Teatro della Toscana, Amat_Associazione Marchigiana Attività Teatrali.

Queste alcune delle anticipazioni che costelleranno il programma di casa Argot insieme all’altra grande novità, voluta fortemente dalla direzione artistica congiunta firmata da Tiziano Panici e Francesco Frangipane, con la collaborazione di Pierfrancesco Pisani: l’apertura dell’Argot Studio come sala di proiezione per progetti di spettacolo dal vivo in Virtual Reality.

Tiziano Panici classe ‘85 direzione artistica è alla guida del Teatro Argot Studio dal 2008 e dirige il progetto di audience development Dominio Pubblico a partire dal 2018. Ha una formazione indipendente e poliedrica come regista, interprete e operatore teatrale. Intraprende un lungo percorso formativo presso il Centro di Ricerca Pontedera Teatro sotto la tutela artistica di Roberto Latini, di cui è stato assistente per diversi progetti registici tra cui “Ubu Roi” – Premio UBU nel 2014. Nell’estate 2008 è vincitore del premio Nuove Sensibilità che da inizio al suo percorso professionale. Firma come regista 18 produzioni fino al 2016, alcune programmate in importanti rassegne e premi nazionali e internazionali. Nel 2016 viene incaricato dal Teatro di Roma di rappresentare l’Italia in qualità di regista all’interno di una masterclass promossa dall’UTE-Union des Theatres d’Europe. È tra i co-fondatori del progetto C.Re.S.Co._Coordinamento della Realtà della Scena Contemporanea, di cui è stato vicepresidente. Dal 2013 è nella direzione artistica del progetto Dominio Pubblico, di cui è ideatore e co-fondatore. È anche project manager e ideatore dei format con cui DP ha sviluppato la sua attività nel corso degli ultimi tre anni, tra cui MA®T: Millennials A®T Work e il progetto di network nazionale RisoNanze! Noi di il giornale off lo abbiamo intervistato per raccontare l’emozione della riapertura del Teatro Argot Studio.

Tiziano, come vivi la riapertura del Teatro Argot e che significato emotivo ha per te?

Nel corso della lunga storia di Argot Studio abbiamo sempre celebrato l’incontro tra pubblico e artisti, sostenendo questi ultimi nei propri percorsi di ricerca, al fine di proporre ai nostri spettatori e alle nostre spettatrici un teatro attento ai cambiamenti della scena contemporanea e alla sperimentazione.
Ecco perché spesso a me e al mio staff capita di parlare di Argot Studio come di una casa, un luogo da abitare e in cui sentirsi accolti. Chiudere le porte di questa casa, nel corso dei durissimi mesi di pandemia, non è stato semplice ma abbiamo trovato il modo di mantenerla viva nonostante l’assenza di pubblico, lasciando che artisti e compagnie – nel rispetto delle norme di sicurezza previste – lo attraversassero e vi sviluppassero i propri progetti spettacolari.

Ma si sa, l’essenza del teatro sta nella relazione: quando il 21 ottobre abbiamo potuto nuovamente accogliere i nostri spettatori e le nostre spettatrici, con la sala a capienza piena, ho percepito una vibrazione fortissima, un’energia commovente. Il pubblico aveva bisogno di tornare a teatro e il teatro, Argot Studio compreso, aveva bisogno della presenza del proprio pubblico.

Raccontaci il progetto del “teatro virtuale” e come è nata l’idea.

L’idea di proporre dei progetti di spettacolo dal vivo fruibili in realtà virtuale nasce dalla collaborazione – quest’anno intensificata e rinsaldata – con Gold Productions. Come dicevo, Argot Studio ha sempre rivolto particolare attenzione alla ricerca e alla sperimentazione. Quale modo migliore di vagliare nuove possibilità per lo spettacolo dal vivo se non sperimentando l’interazione tra teatro e tecnologie digitali?

Il primo spettacolo in realtà virtuale che abbiamo proposto una manciata di settimane prima del fatidico 4 marzo 2020 è stato Segnale d’allarme – La mia battaglia VR, firmato da Elio Germano ed Omar Rashid che, insieme a Pierfrancesco Pisani, hanno dato vita al percorso innovativo di Gold. Questa modalità di fruizione, che consente un coinvolgimento non convenzionale, ha riscosso un enorme successo. Ponendoci, come siamo soliti fare, in ascolto del pubblico abbiamo scelto di scommettere sul “teatro virtuale”, dotandoci di 50 dispositivi Oculus Rift e offrendo a Roma la sua prima sala teatrale dedicata all’interazione tra spettacolo dal vivo e realtà virtuale.


Puoi darci anticipazioni della stagione teatrale a cui assisteremo?

Cortocircuito è il nome che abbiamo scelto per intitolare il programma 2021-2022 di Argot Studio. La nostra non è una stagione teatrale: anziché presentare l’intero cartellone, di mese in mese comunicheremo le attività e gli eventi in programma. Una sperimentale forma di comunicazione che prende spunto dalle chiusure e le temporanee riaperture che, dal marzo 2020, hanno interessato per un anno e mezzo gli spazi culturali e che ci hanno, inoltre, portato a riformulare per qualche tempo la destinazione d’uso del nostro spazio. In assenza di pubblico spettacolo, Argot è diventato un centro di produzione in cui sono stati realizzati numerosi spettacoli che coinvolgono alcuni tra gli artisti e le artiste più apprezzate del panorama teatrale e cinematografico italiano. Con questa nuova – ci auguriamo definitiva – riapertura consolideremo la collaborazione con importanti strutture nazionali e presenteremo al pubblico 3 nuove produzioni firmate Argot. Accanto alla programmazione in Virtual Reality, torneranno i progetti speciali In Altre Parole – Rassegna Internazionale di drammaturgia contemporanea ideata e diretta da Pino Tierno –  e OVER – Emergenze Teatrali dedicato all’emersione artistica under 35. In linea con l’attenzione riservata da Argot alla creatività giovane, ospiteremo in residenza 4 nuove compagnie e la compagnia Créature Ingrate, vincitrice del Premio Cantiere 2021 di Risonanze, network nazionale per la tutela e la diffusione del teatro under 30. Una stagione diversificata e molto ricca, adatta a un pubblico eterogeneo per predilezione artistica e fascia d’età.

Come vi siete preparati per l’apertura in sicurezza?

Anche quando, durante il secondo lockdown generalizzato, lo spettacolo dal vivo era interdetto al pubblico ma era possibile svolgere prove o attività di residenza artistica, abbiamo applicato con estrema serietà tutti i protocolli di sicurezza previsti. Se al teatro è stato consentito un graduale ritorno alla normalità, oggi festosamente celebrata, è anche e soprattutto per l’alto senso di responsabilità che ha contraddistinto l’operare di artisti, pubblico e organizzatori. Il nostro è un teatro di 60 posti, nel cuore di Trastevere, che già a partire dai primi giorni di riapertura con lo spettacolo Segnale d’allarme – La mia battaglia VR ha registrato degli incredibili sold out. Igienizziamo il nostro spazio perché il pubblico si senta sicuro nell’attraversare casa Argot e devo dire che, pur ancora nascosti dalle mascherine, abbiamo potuto scorgere nuovi e ritrovati sorrisi che ci hanno riempito di gioia.

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