“La musa inquieta” il corto che svela Marta Marzotto. Intervista alla figlia Diamante

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ph. di Matilda Di Lorenzo

È stata indubbiamente un’icona di stile e anticonformismo dell’Italia dagli Anni ’60 fino ai giorni nostri. Una donna capace di definirsi e soprattutto di essere libera e che ha avuto la forza e la caparbietà di sorridere anche nei momenti più bui. Per rendere il giusto omaggio a Marta Marzotto, la prima influencer della bellezza, ecco il cortometraggio “La musa inquieta” scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, presentato all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il corto, che a partire da novembre sarà presentato in alcune grandi città con eventi nei musei, svela un lato inedito di Marta Marzotto. Ripercorre anche il suo dolore struggente, quello per la morte della secondogenita Annalisa, morta a soli 32 anni. Molti, infatti, la ricordano per i suoi salotti, i vestiti vistosi e le leggendarie feste. Pochi sanno del suo cuore generoso che ha profuso impegno e passione nella valorizzazione del talento e della creatività. Un progetto fortemente voluto da Diamante Marzotto (quarta dei cinque figli nati dal matrimonio tra Marta e il conte Umberto Marzotto, ndr) che ha prestato il suo corpo per interpretare la madre nella finzione del cortometraggio.

Diamante, come nasce l’idea de “La Musa Inquieta”?

Quando mia madre se n’è andata da tanti è stata ricordata semplicemente come una “stilista”. Lei era e ha fatto tante altre cose, così mi sono presa l’impegno di tenere viva la memoria di mia madre. A dire il vero nei miei sogni c’era quello di realizzare un film hollywoodiano, con un cast internazionale ma, come è immaginabile, un’impresa non propriamente facile. Poi, durante il lockdown, Massimiliano Finazzer Flory mi ha mostrato il suo progetto. Ed ecco, questo corto in cui rendiamo omaggio a mia madre rappresentandola come una mecenate e una musa.

Il corto è stato presentato a Venezia 78. Che rapporto aveva sua madre con la Mostra del cinema?

Amava il cinema e anche la Mostra del cinema, dove era allo stesso tempo spettatrice e spettacolo. E poi è proprio a Venezia che conobbe mio padre (il conte Umberto Marzotto, ndr). Il legame di mia madre con questa città è così indissolubile che proprio lì, il prossimo 11 dicembre, si terrà la prima edizione del “Premio Marta Marzotto”, in occasione dello Sparkling December Party all’Hotel Metropole. Un’iniziativa riservata ai giovani talenti che per ora si concentrerà sulla settima arte premiando il Miglior Cortometraggio.

Non solo, sua madre era molto legata anche a Cortina d’Ampezzo

Sì, l’amava con tutta sé stessa. Il prossimo 24 febbraio, giorno in cui mia madre avrebbe compiuto gli anni, terremo una grande festa in suo onore.

Un lato di Marta Marzotto che in pochi conoscono?

Le piaceva fare regali e lo ha fatto fino all’ultimo istante della sua vita. Pochi giorni prima di andarsene, per esempio, regalò alle infermiere che si stavano prendendo cura di lei delle mantelle di cashmere che aveva comprato e che aveva dimenticato in un armadio. Un gesto di generosità prima di cedere alla gola abbuffandosi di caviale. Diceva che così facendo evitava di prendere gli Omega 3 (sorride, ndr)

Una pacca sulla spalla di sua madre che ricorda con più emozione?

In realtà mia madre era una donna che non sapeva consolare. Mi ricordo quando una volta a Parigi, stavo passando un momento un po’ difficile e piangevo. Lei un po’ si vergognava, un po’ le facevo una pena tremenda.

Com’è stata come madre?

Se ci vedeva tristi o pensierosi stava male e si irrigidiva. Una volta parlando di noi disse: “Vi ho fatti per noia: stavo a Portogruaro e le giornate non passavano mai”. In effetti se ne andò dal paese dove c’era la villa di papà (il Conte Umberto Marzotto, ndr) per godersi la vita.

Che rapporto aveva con l’amore?

Mio padre, Renato Guttuso e Lucio Magri sono stati tre grandi amori ma in realtà raccontava che li aveva sbagliati tutti e tre (ride, ndr). Certo è che poi non ha più avuto un compagno, ha scelto di essere una donna libera.

Però con il conte Umberto Marzotto è stato un grande amore, da lui ha avuto cinque figli

Sì, quella con mio padre è stata una bellissima storia d’amore.

E con Guttuso?

Da lui ha ricevuto delle lettere meravigliose. Penso che mi sentirei la donna più amata su questa Terra se ricevessi anche solo due righe di quello che Guttuso ha messo nero su bianco dedicandolo a mia madre.

Sua madre è mancata il 29 luglio, il giorno di Santa Marta

Sì, lei voleva che alla sua morte festeggiassimo e da allora facciamo sempre una festa in Sardegna. Avrebbe voluto che le sue ceneri fossero disperse ma non aveva lasciato nulla di scritto, dunque non si può fare. Attualmente sono custodite da mio fratello Matteo ma vorrei portarle al Cimitero Monumentale di Milano. Mia madre è sempre stato un personaggio pubblico e sono sicura che le farebbe piacere ricevere la visita dei milanesi.

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