Timothy Cavicchini: “Tutto quello che arriva me lo prendo con le unghie”

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Il rock ha trionfato a San Remo, ma come è vissuto questo genere? Ne parliamo con Timothy Cavicchini. Rocker che dagli inizi fino ha l’ultimo singolo ha portato avanti e cercato di rappresentare questo genere. Cavicchini musicista, cantautore, ha un percorso che lo porta ad attraversare generi e sonorità differenti, grazie alla sua voce graffiante. Muovendosi dalla musica ai talent, fino alle ultime collaborazioni con All Together Now con Michelle Hunziker e J-Ax.

Quest’anno il rock ha trionfato a Sanremo. Secondo te questa vittoria porterà un cambiamento nella scena musicale italiana?

Sarò sincero dopo 18 anni in questo mondo assurdo, tutto è possibile, ai Maneskin lo auguro, e lo auguro anche a me, che mi sto muovendo per non smettere questo viaggio.

Di recente hai pubblicato un nuovo singolo sul tema della maschera. Quale messaggio vuoi dare?

Si forse su questo aspetto rimarcherò anche in futuro, una delle cose che più mi ha colpito e mi colpisce del mio percorso nella musica, è la capacità della gente di crearsi dei veri e propri atteggiamenti laterali, mi spiego, ho capito che le maschere, le doppie facce della gente, in questo ambiente servono parecchio, ma questo modo di essere, alla fine premia? In un paese dove la coerenza è tutto, come si possono avere più facce di sé stessi?

Quanto è importante il conflitto tra maschera e volto nell’era dei social?

La tocchi piano è? Vedo più maschere che volti, ma si sa, quindi è solo il mio parere, io impongo il mio volto, sempre, credo che un giorno la mia costanza e la mia genuinità, mi faranno trovare il sentiero giusto. Che può voler dire tutto e niente.

Il tuo stile mischia sonorità diverse e particolari. A chi ti sei ispirato?

Se riconosci già uno stile, sono messo bene, nasco dalle origini del grunge più puro e crudo, Melvins, Alice in chains, Soundgarden, Nirvana, Pearl Jam, nel tempo tuttavia, grazie alle contaminazioni del mio percorso, mi innamoro perdutamente della musica italiana più libera e pura, Mina, Lucio Dalla, De Gregori, Graziani, insomma potrei continuare per ore. Ecco che mi riesce difficile capire quale possa essere il mio genere, forse più generi? Non saprei.

Dalla gavetta a the voice, all’affermazione, come giudichi il tuo percorso artistico? Quanto è difficile essere un’artista in Italia oggi?

La mia è ancora una gavetta, tutto arriva costantemente con le unghie e quel poco va pure difeso. Il mio percorso forse è tardivo, in ogni condizione sbatto la testa, non ho consiglieri, solo pareri, quindi è un continuo tra cadere e rialzarsi, perdo tempo, acquisisco info utili, riparto. Sicuramente potevo essere più fortunato, ma, potevo anche sparire, invece siamo qui.

Timothy hai preso parte al mondo dei talent show, che opinione hai avuto di questa esperienza?

Incredibilmente un talent dovrebbe essere fatto con un pacchetto di esperienze alle spalle, invece molte volte, o si va allo sbaraglio, oppure si è già “diretti” da esterni. Pensate al numero incredibile di talenti che si esibisce ad un talent, a quanto troppo poco sia a volte mezzo brano a cappella, pensate a quanti cadono e non si rialza o più.

Cosa ne pensi della condizione dei lavoratori dello spettacolo in questo periodo drammatico?

Ho mollato la presa dopo un mesetto, quando ho capito che semplicemente, nessuno sa cosa sta facendo, lo dimostrano tempi e fatti odierni.

Certo non mi aspettavo che qualcuno dicesse: “hei sai cosa c’è, troviamo una soluzione per quei poveretti che suonano nelle piazze, nei club, nei palazzetti, troviamo una soluzione a chi non genera SIAE, ma vive di live in giro per l’Italia”.

Ecco insomma l’artista in Italia non si aspetta nulla probabilmente, ma qui è peggio, si sta mettendo in dubbio la capacità di resistere per continuare ad esistere.

Progetti per il futuro?

Voglio ripartire quanto prima, durante l’anno di lockdown ho lavorato tanto in studio, insieme a Nicolò Fragile agli Hit studio recording di Milano, con Nick è tutto un piacere, abbiamo lavorato, liberi, davvero liberi, come non dovessimo aspettarci nulla.

Ho preparato tante cose, tanti brani, qualche video, ho ripreso la mia biografia, iniziata due anni fa, voglio scrivere di questo anno.

Mi piacerebbe tanto trovare un etichetta per ripartire insieme verso un unica direzione