Massimiliano Fichera:”I teatri e i cinema devono riaprire. Il canto e l’arte devono rivivere”

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Famoso baritono mondiale, Massimiliano Fichera è nato ad Acireale (CT), ha iniziato all’età di quindici anni a studiare canto con il soprano Cecilia Fusco ottenendo il diploma presso il Conservatorio G.Tartini di Trieste con il massimo dei voti a soli 22 anni. Ha perfezionato la sua tecnica vocale con Magda Olivero, Andrea Genovese ed Eros Cassardo. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del suo singolo “Tuona il cielo”. Recentemente è stato tra i protagonisti de La Via Crucis di F. Listz al Teatro Bellini di Catania trasmessa in streaming.

Talento, volontà, studio, dedizione, fortuna. In che ordine metterebbe queste doti/caratteristiche per quanto concerne la sua carriera?

Direi che il talento è la dote necessaria per intraprendere un po’ per tutte le discipline artistiche (e non solo per il canto); poi occorre studiare con dedizione e forza di volontà per perseguire i risultati. Aggiungerei che, anche un pizzico di fortuna è importante per perseguire gli obiettivi. Non sempre ci si trova al momento giusto nel posto giusto, le occasioni vanno prese al volo perché i treni nella vita passano raramente e a volte… saltano le fermate!

Che peso ha la recitazione per un cantante lirico?

 “Opera” è il termine italiano di utilizzo internazionale per un genere teatrale e  musicale in cui l’azione scenica è abbinata alla musica e al canto. Non è sufficiente sapere recitare, ma è importantissimo immedesimarsi in un ruolo pensando all’interpretazione attraverso voce e personalità.

Quali sono i conservatori, le scuole e le accademie italiane migliori?

In realtà non esiste un conservatorio migliore in Italia, ma soltanto alcuni più rinomati cui: il San Pietro a Majella di Napoli, il Santa Cecilia aRoma, il Giuseppe Tarantini di Trieste, il Luigi Cherubini di Firenze, il Pierluigi da Palestrina di Cagliari, il Giuseppe Verdi di Milano, l’Arrigo Boito di Parma. L’Italia è la patria del belcanto e sono numerose anche le accademie di studio valide. Poi diciamolo… come per ogni tipologia di scuola sono gli insegnanti a fare la differenza, il vero valore aggiunto!  

Cosa suggerirebbe ai giovani che vogliono avvicinarsi a questo mondo?

Suggerirei di crederci molto e tenere viva la passione studiando e “allenandosi”: la preparazione non ha prezzo. Altro mio consiglio, visti i tempi… è anche quello di crearsi sempre una valida alternativa, magari un secondo lavoro.     

Quali sono le opere che interpreta più volentieri e quali sono gli artisti coi quali vorrebbe condividere il palcoscenico?

Mi entusiasmano sempre Rigoletto, Nabucco,  Macbeth ma anche Barbiere di Siviglia e Tosca (nel Ruolo di Scarpia); per quanto riguarda la condivisione del palco, mi piacerebbe collaborare con Cecilia Bartoli, Kaufmann, Anna Pirozzi, Francesco Meli e anche con le nuove leve.

Le rivisitazioni moderne delle opere liriche le piacciono?

Non sono d’accordo nello stravolgere completamente le opere, ma non nego che certe idee innovative con rivisitazioni in chiave più attuale e moderna possano essere interessanti anche per un pubblico più giovane e più digiuno …

L’età dell’oro della lirica è finita?

Ottocento e Novecento sono stati secoli dove si sono avvicendati e susseguiti grandi direttori, registri, cantanti, musicisti. Ma non penso proprio che l’età dell’oro per la musica lirica e in generale per l’opera siano finite; ci sono tanti giovani talentuosi interessanti che faranno carriera sia in Italia sia all’estero. L’importante sarebbe che, anche chi ci governa, sostenesse e finanziasse maggiormente tutto ciò che gravita attorno all’arte, all’opera, alla musica e ai teatri.

Un cantante al quale si ispira?

Ho lavorato con tanti cantanti bravissimi italiani e stranieri; ho un ‘ammirazione assoluta per tre grandi baritoni incontrati e conosciuti: Renato Bruson, Piero Cappuccilli e Giorgio Zancanaro.

Recentemente ha debuttato con un brano pop-lirico che si intitola “Tuona il cielo”. Di cosa si tratta?

E’ un ammonimento dal cielo che tuona per esortare l’essere umano a rinsavire e a farlo riflettere circa gli evidenti errori commessi soprattutto nel nostro attuale periodo storico. Dal mio punto di vista credo sia importante possedere il dono della fede (qualunque sia) per riconoscere che bisogna cambiare direzione per amare e ricevere il dono … della luce!  

Come è nata l’idea?

L’idea di questo brano da poco presente anche su Youtube e arrangiato dal maestro Roberto Russo è nata da un mio incontro avvenuto a Savona con un gruppo di persone che hanno curato la scrittura e la realizzazione del brano: Luigi Mosello, Antonietta Napolitano, Alessandra Giorda e Giovanna Nocetti. Tutti hanno creduto fin da quando l’idea era in fase embrionale, nella possibilità che io interpretassi un brano in chiave pop-lirica, genere finora da me mai sperimentato e che non tutti i cantanti lirici possono affrontare. Molto d’impatto anche il video girato in un contesto impetuoso tra rocce e mare e realizzato da Nino e Fabio Idini.

Prossimi impegni?

Per l’attuale situazione dovuta all’Emergenza Covid-19 non posso purtroppo sbilanciarmi perché eventuali date sono aleatorie… La cosa certa è che non vedo l’ora che riaprano i teatri ed anche le sale cinematografiche!  Lo dico da artista, quindi come da addetto ai lavori, ma anche in qualità di cittadino e di spettatore. Il canto, come tutte le forme d’arte e di cultura, devono vivere! MasCosì non si può continuare, lo ripeto a costo di sembrare noioso: i teatri e le sale cinematografiche devono riaprire al più presto! L’Italia è universalmente considerata la patria dell’opera e possiede il maggior numero di teatri d’opera al mondo!