Con 7ettanta6ei Art Gallery Milano è surreale e pop

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Un momento prima che il virus facesse strame degli eventi collettivi noti come “inaugurazioni di mostre d’arte” eravamo riusciti a vedere una mostra di “oscena attualità” alla 7ettanta6ei Art Gallery di Milano a cura di Luca Cantore d’Amore. Quello era il titolo della collettiva e ci verrebbe da aggiungere, col senno del poi: nomen omen. In attesa di ripartire a pieno regime, alla prossima inaugurazione ci chiederemo “dove eravamo rimasti?”, proseguendo un discorso che è poi la scommessa della galleria di Alessandro Erra: promuovere la pittura (e il disegno) con l’arte popolare, se per “popolare” intendiamo l’opposto di quell’arte cerebrale che piace alla gente che piace e che nemmeno chi ve la dovrebbe spiegare capisce per davvero. Anche la filosofia della galleria è, per questa ragione, di “oscena attualità”, con gli artisti che abbiamo visto in quella famosa collettiva (Alexia Colombo, Andrea Marcaccini, Giotto Calendoli, Giovanni Manzoni Piazzalunga) accomunati dall’amore per il figurativo con scorribande nella terza dimensione (Francesco De Molfetta). Opere surreali, grottesche e capricciose che ritroviamo, insieme a bocconcini street e pop, nella produzione di Ciro Palumbo, Lucamaleonte e Marco Bettini e nelle concrezioni di materia pittorica sui volti di Giordano Floreancig: artisti che parlano ciascuno secondo il proprio personale idioma il linguaggio universale del figurativo