Con Maxmilian Ciccone il ritratto non passa mai di moda

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Autoritratto

Non semplici ritratti esteriori, ma veri e propri ritratti spirituali dell’anima. In questo l’Artista Maxmilian Ciccone non dimostra soltanto indiscutibili capacità tecniche, ma anche una sensibilità spiccata, che gli permette di penetrare nel soggetto rappresentato, facendo manifesto il vissuto della persona, che, benché rappresentata in modo realistico, viene immersa, attraverso il lavoro dell’Autore, in una dimensione istantanea e poetica.

Prendiamo per esempio la Donna seduta (che è poi la madre del pittore). Si tratta di un’anziana signora in abito blu, assisa su una poltrona. Se ne sta a mani conserte osservando lo spettatore, mostrando tutti i segni della sua età, tutte le ferite di un passato pieno di eventi, ma è proprio in virtù di questo che si crea la bellezza, quella bellezza scaturita dalla profondità di un’anima vasta.

Sono numerose le opere dell’Artista, dove Ciccone dimostra di conoscere in modo eccellente le antiche tecniche, facendo del figurativo e della pittura a olio i suoi tratti distintivi. Osservando altri quadri, emerge una bellissima donna ripresa di profilo. Vestita d’azzurro, ella guarda dinanzi a sé, posta in uno sfondo abbozzato, come a dimostrare che in questo momento si trova lontana dal mondo, soggiogata dai suoi pensieri. Il pittore palesa, in questo caso come in altri, la sua sapienza nell’utilizzo sia dello sfumato che del colore pieno, attraverso pennellate ampie e sicure.

Maxmilian Ciccone è l’ennesima prova che il figurativo non è morto, ma, anzi, sta rinascendo sotto nuove forme, in modo prorompente. Ciccone offre anche la prova che non basta la bellezza esteriore a fare un artista. Se non c’è un intento spirituale, una delicatezza tale dal comprendere l’intimità umana, si creeranno solo opere senza cuore, senza identità. Questo non è il caso dell’Autore in questione, che nella sua attività di pittore mette insieme studio, dedizione, elevata capacità tecnica e rara sensibilità.