Con Padre Pio torna sulla scena il diavolo

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Padre Pio sta parecchio antipatico a tutto il lato adulto e chic della Chiesa (il priore di Bose, Enzo Bianchi per primo), e anche a quello un po’ meno adulto (Agostino Gemelli per citare un altro che psicologizzava assai sull figura del frate di Pietrelcina). Non parliamo dei laici, che lo odiano. Troppo dialettofono, troppo orientaleggiante nei culti, troppo mistico, troppo sporco, anche, con tutto quel sangue e quelle battaglie corpo a corpo col maligno. Oggi che ricorre il suo “dies natalis” (per la chiesa il giorno della morte è il giorno in cui un santo nasce al Cielo) riproponiamo questo ritratto di Padre Pio di Pietrangelo Buttafuoco, che svela il vero motivo per il quale la modernità, religiosa e laica, è incompatibile con le stimmate del frate campano. 

img093mCon Padre Pio è il diavolo che torna prepotente sulla scena. Accanto alla santa Vergine rappresentata nel momento di schiacciare col piede la serpe c’è Padre Pio che prende per i capelli l’immondo. Il diavolo c’è, è presenza, è fatto di carne e di parola e Padre Pio è l’unico che se lo prende per le corna costringendolo a mostrarsi agli uomini. Anche solo per smontare il più collaudato giochino di Satana, lasciar credere di non esistere. Il vero motivo per cui i benpensanti odiano Padre Pio è il diavolo. Con Padre Pio, infatti, è tornato il diavolo. Non è il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo che annoia gli editorialisti borghesi, non è il miracolo che mobilita gli scienziati stana-imbroglioni, non è la devozione della gente quella che accende i sorrisi di sufficienza degli acculturati ma, per l’appunto, il diavolo. Si sentono disturbati rispetto all’idea che hanno avuto del diavolo e non vogliono farsela spiegare dal santo che ogni volta glielo mostra per quello che è, giusto per ricordare il destino che tocca ai dimentichi del Timore di Dio. E quello del Timordidio è il più importante insegnamento della Dottrina (quella che con termine più eufemistico oggi viene definita Catechismo).

E il Maligno, insomma, esiste. Non è categoria della metafisica, non si definisce in contraddizione con il vago bene, non è un pagliaccio dell’inconscio, una metafora ad uso della clinica psichiatrica, no. Il diavolo è il sì, è la spina dorsale che tiene in piedi il bipede quando questi non riesce a piegare il ginocchio nella preghiera, o la schiena nella prosternazione all’Altissimo. Il diavolo comanda le farfalline sul pancino, i formicolii del deretano, i lampi di genio del cervello, la macchina instancabile di volontà senza direzione. E il demonio che è anche un essere spirituale oltre che infido compagno della vita di ognuno, è – lo spiega bene Antonio Socci nel suo “Il segreto di Padre Pio” – “una verità fondamentale della dottrina cristiana e forse uno dei tanti scopi di Padre Pio è anche quello di mostrarla a un’epoca (e un establishment clericale) che lo nega o lo censura”. 

Il diavolo ha un identikit preciso: è persona in giacca e cravatta, è ragionevole, è galantuomo di modi e pensa sempre bene. Il diavolo è morale, pratica l’etica, costruisce la pace, la democrazia, stampa i suoi giornali e convince la gente dabbene al progetto della giustizia universale. Il diavolo è, appunto, razionale, sovrintende alla distribuzione dei diritti e alla questua dei desideri concedendo sempre il meglio: nelle fiction per famiglie, negli spot della beneficenza, sulle promesse del mondo migliore perfino, dove le mamme sono comprensive e i figli – perché mai non dovrebbero? – fanno il rap frocio da Paolo Bonolis e contemporaneamente cantano l’Ave Maria in chiesa. E’ una gran vita quella di Satana, il suo è il migliore dei mondi possibili, ha il cielo stellato sopra di sé e la legge morale dentro di sé, consiglia all’uomo l’umanesimo, la più abietta delle truffe ideologiche consumata al cospetto dei Cieli. Ma è anche vittima il diavolo: è capro espiatorio. Nella tragedia lui è il becco che pretende il pedaggio del senso di colpa, è la sovversione cui tutti pagano pegno sull’altare della libertà, dell’arte e della poesia. E’ generoso verso i cristianucci e per ogni burrosa erezione concede uno scatto di glamour verso i più bui sprofondi del nulla. Della menzogna ne ha fatto l’unica religione vittoriosa nel mondo e l’ha vestita di verità: l’idea che il domani occidentale sia sempre meglio dello ieri spirituale. E’ l’idea che il Golgota sia stato solo un simbolico passaggio.

Al diavolo piacciono molto i simboli, perfino l’Eucaristia per lui è simbolismo, una cena simbolica per intrattenersi sulla riflessione, niente di più. Alla fine della fiera il diavolo gode nel mostrarsi inadeguato all’orizzonte della modernità ed è per questo che non si fa fregare. La sua unica possibilità d’apparizione è burlesque, tipo quella della pubblicità del Campari: tentatore tra corroboranti e accoppiamenti. Ed è così che nell’infinita trama del disincanto il diavolo costruisce la perfezione della sua dissimulazione: suvvia, come può mai esserci un così grottesco aborto della teologia?
E invece il diavolo c’è. Con Padre Pio, il santo, s’è preso a pugni subito. Quando Francesco Forgione era piccolo se lo ritrovava tra le pecore. Il diavolo svegliava la notte France’: gli disturbava la preghiera, e, una volta che il ragazzo era diventato uomo, al chiuso del convento, lo torturava al modo della tentazione con tanto di femmine in calore perché sapeva quanto danno il futuro padre cappuccino avrebbe fatto al suo disegno. E il disegno del diavolo non contempla il gioco a carte scoperte. Il diavolo si nasconde dietro il no, non ci sono, invece lui è il sì, eccomi.

Da Il Foglio, 07/12/2007

6 Commenti

  1. Francesco FORGIONE (In “arte” Padre PIO), altro non fu che un mitomane: egli si cospargeva I palmi delle mani con acido fenico e iodio scaduto per procurarsi “le stigmata”. Difatti quando I Sacri Uffizi gli inviarono un Medico per farsi esaminare…FORGIONE rifiuto’. UNICO particolare simpatico: gli piacevano le donne; singolare questo…visto “l’ambiente”.

    • Il solo pensare di dare risposta a una simile bestialità è una perdita di tempo!!!

  2. ….Siamo alla solita il problema del male e l ípotesi teologica! Il problema del bene e del male va affrontato sul piano logico e magari eventualmente su quello pratico.Il nostro ragionamento deve necessariamente supoorre un argomento che va accettato a priori e cioe´la esistenza di DIO .Perquanto riguarda il “bene” il “male” siste ancora pare una definizione del problema che e´quella di carattere religioso secondo cui esiste Dio ed esiste il Diavolo,Satana o Lucifero o l´ Angelo ribelle….e allora se esiste Satana siste il dio del Male.Questa constatazione che scaturisce dalla accettazione del Diavolo porta ad una seie diconseguenze ,piuttosto gravi,! Infatti se accettiamo Dio e dal punto di vista religioso Dio e accettato come l único essere capace di creare o meglio ancora diEMENARE, bisogna logicamnte desumere che il Dio del Male e´stato creato dal Dio del BENE; daltra parte non puo`´essere diversamente ´perche´ soltanto Dio inteso nel senso di BENE puo´dare luogo alla Creazione. A questo momento scatta la ipotesi.Dio ha creato ilBene,pero´avendo anche dato il Libero Arbitrio c´e´stato un tempo in cui uno Spirito o cosi´detto Angelo perfettissimo si e´ ribellato aDio e per tale ragione lo ha precipitato nell`inferno.Obieione… se Dio lo ha precipitato nell inferno ,vuol significare che l´inferno preesisteva e che questo inferno a sua volta non puo´essere stato creato che da Dio stesso,perche´nulla esiste che non sia fatto da Dio…In questo angelo esisteva anche la possibilia´di fare il male,che in quel caso consisteva nella sua ribellione. Ne consegue che questo angelo ribelle aveva in se´i germi del male,il cui esercizio era una conseguenza della sua..liberta´.Questo non ha che un solo significato :DIO CREANDO QUESTO ANGELO,GLI AVEVA GIA´CONFERITO”DENTRO”’ l`ipotesi del male.La possibilita della stessa ribellione non poteva essere che un atto creativo dello stesso Dio; cioe´Dio doveva gia´aver trasferito dentro quest´angelo il Principiodel Male , salvo la liberta´di usarlo,ma cio´non ha importanza ai fini del notro discorso.Cio´significherebbe che in Dio esisterebbe anche la possibilita´di trasferire il male perche´Satana questo angelo ribelle non avrebbe potuto concepire il male se, dentro la propria struttura spirituale , questo male non fosse esistito ,almenopotenzialmente.E la potenzialita´ in uno spirito, come qualsiasi altro attributo, non puo`derivare che come trasferimento da Dio alla cosa creata…Allora se e`cosi`,Dio dovrebbe contenre in Se` il Male…..!!!Ma poi una altra obiezione assai piu´importante…o Dio sa tutto o non lo sa .Dio doveva pur sapere che questo angelo sisarebbe ribellato .Perche´se Dio non sapeva dovremmo allora pensare che il LUI mancava la possibilita´ di sapere, di prevedere cio´che questo angelo avrbbe fatto in possesso el libero arbitrio.E se poi sapeva che questo angelo si sarebbe ribellato ,per quale motivo gli ha poi assegnato una responsabilita´ che a rigore,il Diavolo non poteva avere perche´la possibilita´del libero arbitrio gliela veva dato Dio stesso?Dobbiamo ammettere allora che Dio gli avevadato una possubilita´ fasulla di utilizzare il bene e il male, in questo caso Dio sarebbe stato ingannevole e perfido ,prima da una liberta´poi nel momento in cui viene usata prende lo siprito che ne ha usufruto elo strasferisce a ´inferno! Dio cosi´non avrebbe fatto altro chedare un diritto per poi nterpretare a modo suo le conseguenze dell´uso di quel diritto…Ammettiamo che precipitato il Diavolo nell ínferno.. questo Dio delMale sare allora in un continuo conflitto col Dio delBene A questo punto mi richiamo alla logica piu´ elemntare..in questo scontro tra il Dio del Male il Dio del Bene sembra che dall´ eternita` non sia uscito un vincitore e coesistendo ancora il Benen col Dio del Male questo dovrebbe significare che Dio non e´stato capace di debbellare il Dio del Male. Se questi avesse debellato il Dio del Bene non avremmo piu´Dio e viceversa se Dio avesse debellato il Dio del Male non avremmo piu´i Diavolo.Questo angelo creato da DIO era un altroDio oppure no?Anche dal punto di vista teoloico le cose non quadrano perche´secondo la telogia questiangeli sono inferiori a DIO …ed essendo inferiori a DIO come poteva questo angelo creare in se´una forza del male tale da essere potenzialmente pari a quella del Dio del Bene e, quindi,da non poter essere debellata? Questo male essendo originato da Dio stesso che deve averlo ammesso per principio, dorebbe essere teoricamente inferiore a Dio potenzialmente. Quindi avrebbe DIO potuto cancellare questo angelo ribelle,riassorbendolo in se`o uitlizzandolo in un altro modo… Penso che a questo punto si possono ricavare quelle deduzioni sulla inesistenza del dio del male .Ringrazio , ma non e´tutto qui il restante e´ancora piu´ ínteressante se veniamo a parlare sulla esistenza dell´inferno.. ma questo lo rimandiamo in un altro collegamento

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  3. Bella la prosa di Buttafuoco, ma sembra muoversi su un doppio registro che non conquista mai la sua integrità. Prima si allontana Padre Pio dalla contemporaneità laica e chic, con il suo diavolo arcaico e corporeo con cui ha una relazione fisica, carnale anche se oppositiva. Per questo è malsopportato dalla contemporaneità postmoderna. Poi però essendo il diavolo così potente perché liquido egli si manifesta nel perbenismo e nel conformismo etico che non bussa mai alle nostre porte, ma è sempre già dentro, con i mass-media che ci assediano come cani urlanti nelle nostre celle moderne. Allora il diavolo non è solo il sì, ma è il si e il no, è sempre lui che abbiamo dinnanzi, soprattutto quando annuiamo tranquilli ai rappresentanti imbiancati del bene ovvio.

  4. Le parole, dovrebbero essere sempre utilizzate così. Complimenti PietrAngelo! Ho letto l’articolo “in un fiat”.

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