L’iperbolico Sloterdijk al Salone del Libro di Torino

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Un filosofo che esce dal recinto accademico e vende fin troppi libri può riuscire antipatico al suo entourage. Per di più ha una faccia un po’ così, non proprio da pensatore, e si fa vanitosamente fotografare senza gli occhiali d’ordinanza. funckeLui è Peter Sloterdijk: chi vuole sentirlo esporre le sue pirotecniche teorie lo trova al Salone del libro di Torino il 15 maggio, dove terrà una conferenza su due suoi libri usciti da Cortina editore. Il più recente è Sfere I, Bolle (pp. 594,  36 euro), prima parte della trilogia in cui questo professore di Filosofia ed Estetica a Vienna e a Karlsruhe traccia una costruzione simbolica della modernità con una scrittura affabulatoria, rivolta al grande pubblico, che in passato gli ha guadagnato un lusinghiero paragone con Schopenhauer.

Sloterdijk, balzato al centro del dibattito filosofico con Critica della ragion cinica nel 1983, in cui denuncia il fallimento del razionalismo illuminista per ritornare al cinismo greco, sistematizza la sua idea di civiltà in Sfere. Si tratta di una lettura monumentale della storia che ricalca curiosamente le antiche cosmogonie svuotandole di significato per colmarle dei dubbi dell’umanità moderna, scippata dell’antropocentrismo con il crollo del sistema solare tolemaico.

Copernico è il rivoluzionario per eccellenza, ha spalancato di fronte a noi l’abisso dell’universo relegandoci a un ruolo subalterno. Significativa la citazione di Blaise Pascal nell’introduzione: “l’eterno silenzio degli spazi infiniti mi spaventa”. Di fronte al “gelo cosmico che penetra nella sfera attraverso le grandi finestre aperte dagli illuministi” che pane dare all’umanità privata di Dio e di senso? La diade originaria, un’idea che segna un ripiegamento, questo sì, dell’individuo, ma nell’intimità della vita di relazione, non più nella solitudine prometeica dell’individualismo. Una filosofia che va incontro alla psicologia per un pensatore che ama definirsi iperbolico. Forse un po’ debole teoreticamente, ma senza dubbio propositivo e non nichilista.