“Dolce e Gabbana? Il loro è un parere stimabile”

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Sabrina Ferilli in “Signori… le paté della maison”, in scena al Manzoni di Milano fino al 29 marzo

Ciao Sabrina, ben ritrovata sul giornaleOFF.it. So che sei di corsa, iniziamo quindi subito questa velocissima chiacchierata parlando dello spettacolo Signori… le paté della maison con cui sei in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 29 marzo

Sì, la tournee è praticamente finita, ma parliamone (ride n.d.r.). Vidi lo spettacolo francese a Parigi e pensai subito di portarne un adattamento in Italia. Allora non era ancora il “caso” che poi è diventato. Ed eccoci qui

Io ero alla prima dello spettacolo, e uno dei momenti che ho maggiormente apprezzato è il monologo “sentito” che fai verso la fine della commedia. Ecco, a proposito, ti piacerebbe portare sul palco anche ruoli drammatici?

Diciamo che ancora per qualche anno vorrei concentrarmi sulla commedia contemporanea, con personaggi brillanti che soprattutto a livello televisivo affronto poco. Ma sicuramente da qui a 5 o 6 anni sentirò la necessità di fare ruoli drammatici anche in teatro. Penso che la vita di un attore sia fatta di tappe

Quindi per ora consideri il teatro contraltare perfetto di ciò che fai splendidamente in tv?

Si, esatto. Cerco di controbilanciare ciò che faccio in tv, altrimenti percorrerei tutte strade a senso unico. Io non mi sono mai lasciata prendere dal cliché, né nella vita né nel lavoro

Intanto tornerai in tv come giurata al serale di Amici di Maria De Filippi. Cambiamo velocemente argomento: polemica Dolce e Gabbana. Tu con chi ti schieri?

Io dico solo che nel nostro Paese ognuno deve poter essere libero di dire ciò che vuole. Dolce e Gabbana hanno espresso semplicemente un loro parere, stimabile e accettabile esattamente come quello di chi non la pensa allo stesso modo

Fra l’altro a breve sarai nelle sale accanto a Margherita Buy con “Io e lei” in cui interpreti il tuo primo ruolo gay

Si, un film di Maria Sole Tognazzi con una sceneggiatura deliziosa che affronta appunto il tema dell’omosessualità, un tema come tanti altri della vita. Io ho affrontato il personaggio con lo stesso garbo con cui faccio il mio lavoro, misurandomi con la sceneggiatura più che col ruolo. I gay sono persone come tante altre.

Fammi giocare un po’: se tu fossi gay c’è una donna dello spettacolo per cui perderesti la testa?

A no, no, non me lo chiedere. Non lo sono e non mi viene in mente nessuna (ride n.d.r.)

Io sono uno dei 14.958 che seguono la tua pagina Facebook. Devo dire che hai un rapporto molto misurato coi social

Quasi inesistente!

Hai anche bacchettato Renzi per i suoi selfie…

Ma no, io credo che tutto quello che fa parte del web sia importante solo se finalizzato a far conoscere o a dare la misure di certi eventi. Il chiacchiericcio invece atto solo a dare la sensazione fittizia che accada chissà che cosa, quando invece non accade proprio nulla non mi piace. Io sono per il confronto leale, con persone che vedi negli occhi, con cui ti presenti, di cui sai nome e cognome. La rete è fatta di trabocchetti, nomi coperti, gente inesistente. Non fa per me