Rai way. il Cav. è Paperone o Rockerduck?

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A Paperopoli si parla spesso di economia di mercato, di risorse pubbliche e private compartecipi dello sviluppo, ma del dissimulato liberismo vanno svelati due retroscena. Non c’è distinzione tra denaro pubblico e privato: l’erario e il patrimonio delle autoproclamate società pubbliche sono costituiti dalle risorse che cittadini e imprese conferiscono attraverso imposte, tassazioni, canoni per il buon funzionamento delle istituzioni, della macchina pubblica e dei servizi collettivi.

Diversamente dai tempi dell’imperatore Vespasiano, Pecunia olet: le risorse dei privati sono diverse per colore e profumo dei soldi. Trattasi di un’artificiosa distinzione etica che legittima l’uso moralmente condivisibile del denaro secondo opportunismi politici. E così, a Paperopoli è sorto un razzismo finanziario che distingue tra mecenati e investitori che si spendono per il bene comune (Paperon De Paperoni) e spregevoli mercanti/speculatori dal disegno oscuro (Rockerduck): i primi da salutare quali salvatori della patria, i secondi da disprezzare per le tendenze monopoliste e di sfruttamento del mercato.

impianti Ray Way
impianti Ray Way

Un esempio è Rai way,  società che controlla le torri di trasmissione televisiva, di proprietà Rai (società cd. pubblica anche se foraggiata dal canone e da sostegni statali). Quotata in Borsa per il 35% del proprio valore per fare cassa, è stata oggetto di un’OPAS (una delle modalità con cui si modifica il controllo di una società) da parte di Mediaset attraverso Ei Towers.

Scandalo per l’offerta di oltre 1,2 miliardi di euro, controvalore del 65% del pacchetto azionario, da molti analisti ritenuta più che adeguata. Se Ray Way accettasse, incasserebbe il denaro e diventerebbe azionista della società acquirente o della nuova società nata dalla fusione delle due, creando,  al pari dei principali Paesi Europei industrializzati, un grande operatore unico nazionale nelle infrastrutture televisive, radiofoniche  e delle telecomunicazioni.

La questione diventa un ennesimo caso politico, nonostante le rassicurazioni di Ei Towers di garantire l’accesso alle infrastrutture a tutti gli operatori radiotelevisivi, in modo indipendente e non discriminatorio.

La banda Bassotti
La banda Bassotti

La Banda Bassotti, per restare in tema, afferma che Rai Way resterà al 51% di proprietà pubblica (dettaglio omesso  al momento della collocazione del titolo in Borsa): “le operazioni di mercato vanno considerate per quelle che sono, non politiche ma di mercato. Per questo serve la libertà di chi è sul mercato e il rispetto delle regole che il governo impone”.

Il “privato cattivo” dovrà accontentarsi di un azionariato di minoranza o adire le vie legali per difendere la democrazia delle “Borsa” rispetto al dirigismo “pubblico”. Tutto questo a pochi giorni dallo scalpore destato da un’altra offerta, quella di Mondadori per rilevare RCS Libri in gravi difficoltà economiche,  e tentare  il rilancio nazionale e internazionale dell’editoria nostrana.

Critiche verso il monopolio del mercato editoriale, ma incapacità di comprendere, cosa ancor più grave, perchè Paperino, Paperina, Paperoga, Gastone, Nonna Papera, Qui, Quo, Qua, Gedeone, Brigitta e tantissimi abitanti di Paperopoli non leggono più libri, persino Archimede Pitagorico. I Catoni sono sempre pronti a censurare il presunto male, come i Soloni nel pontificare sulla panacea: il denaro pubblico.

Paperon de Paperoni e Rockerduck
Paperon de Paperoni e Rockerduck

Caro Berlusconi, Paperon de Paperoni o Rockerduck che tu sia, non cadere nei tranelli di Amelia la futtucchiera e di Pietro Gambadilegno e difendi il 10 cent numero uno.

Per molti abitanti di Paperopoli tu sei e rimani Zio Paperone: “Molti grandi uomini erano ancora attivi a novant’anni! E sapete perché erano rimasti giovani? Perché avevano dei sogni da realizzare! Voi giovani “zucchevuote”, dovreste vergognarvi! La qualità della vostra vita dipende da ciò che farete! Gli unici limiti alle avventure sono i limiti della vostra immaginazione!” (dalla Saga di Paperon de Paperoni, ultimo capitolo)

1 commento

  1. Dialogo in presunto romanesco: Il tribuno, emissario del potere, dice: PECUNIA NON OLET. Dal fondo della folla antistante lo stesso si ode una frase in contraltare: E CHE CCE FREGA, LI SORDI MICA LI TIRATE VOI FORA DAR BUCO DER QLO.

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